martedì 6 novembre 2018

Strettoia di Porta Romana: si passa col rosso, si rischia l’incidente. Occorre reprimere e prevenire.


Chi scende dal centro storico di Montegranaro lo sa: bisogna entrare nella strettoia di Porta Romana con estrema cautela, nonostante il semaforo abbia la luce verde. Questo perché molto spesso chi proviene da vie Elpidiense Nord o da via Risorgimento non rispetta il semaforo. Questo significa che, mentre ci si immette tranquillamente in strada avendo la precedenza, si rischia di essere investiti da qualche scriteriato che, oltretutto, arrivando lanciato per bruciare il semaforo, potrebbe investire il malcapitato con una velocità rilevante. Oggi stesso è capitato a me, con ben tre vetture passate con il rosso mentre mi immettevo da via Don Minzoni.
Il problema è noto, antico, e ha causato parecchi incidenti in passato. Il rischio investe, è il caso di dirlo, anche i pedoni per via dell’elevata velocità di chi passa con il rosso e dell’assenza di qualsiasi attraversamento pedonale. La domanda è: aspettiamo che capiti qualcosa di grave? Basterebbe un po’ di vigilanza, magari una telecamera, o solo l’appostamento della Polizia Municipale di tanto in tanto, con conseguenti sanzioni a chi si comporta in maniera così pericolosa.

Luca Craia

Il Comune di Montegranaro si libera del servizio di trasporto pubblico. Un premio alla Steat?


Ci si sarebbe aspettato che il Comune di Montegranaro aprisse un contenzioso con la società che gestisce il trasporto scolastico, la Steat, per la famosa questione delle tariffe applicate agli studenti che sono calcolate su un chilometraggio errato. Invece, non solo il Comune non ha minimamente preso in considerazione la problematica, pur essendo azionista della società stessa, ma ora affida alla Transfer, società controllata dalla Steat, l’intero trasporto pubblico urbano. Questo in virtù del fatto che il Comune di Montegranaro ha delle “difficoltà” nel “proseguire la gestione diretta del servizio per carenza di personale e vetustà dei mezzi”, come si legge nella delibera di giunta 166 del 31/10/18 con la quale si assume il contratto di gestione con la Transfer.
Quindi che accade? Accade che, per i 7 mesi in cui il Comune di Montegranaro gestiva con mezzi propri il servizio urbano da febbraio ad agosto (per i rimanenti mesi ci pensavano le Autolinee SAM con un’apposita convenzione). Ora al Comune subentra la Transfer. Tutto questo costerà alla collettività 15.023,31 Euro per il primo anno, e la cosa durerà fino alla stipula delle nuove convenzioni da parte della Regione Marche, prevista per l’anno prossimo, stipula che, comunque, non è certo che si farà nei tempi previsti. Non solo: alla Transfer è attribuita “la titolarità del corrispettivo, dei ricavi tariffari derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio
dei ricavi e dei vantaggi economici” nonché quella “dei ricavi e dei vantaggi economici derivanti dalle iniziative commerciali connesse alla gestione del servizio”. In sostanza, il gestore avrà carta bianca, salvo il potere di ispezione da parte dell’ente affidante.
Tutto questo sembra essere stato stabilito in assenza di gare, in quanto non è stata data alcuna pubblicità alla cosa fino alla firma del contratto. Credo che le opposizioni abbiano un po’ di materiale su cui lavorare.

Luca Craia

Foto: CISL Marce

Elezioni a Montegranaro: si delinea il quadro, ma solo un po’.


Le indiscrezioni trapelate dai giornali circa gli schieramenti che si stanno configurando per candidarsi al governo di Montegranaro alle elezioni amministrative della prossima primavera (pare si voti il 26 maggio, insieme al rinnovo del Parlamento Europeo), stanno delineando un quadro piuttosto interessante dove, se quanto si è saputo fosse confermato, avremmo delle novità piuttosto interessanti dall’opposizione a fronte della riconferma quasi totale dell’esistente nella maggioranza.
In effetti, da quello che so, nella compagine che fa riferimento al Gruppo Consiliare di “Viviamo Montegranaro” si sta lavorando a una squadra nuova dove l’esperienza di alcuni membri possa sposarsi con idee fresche e nuove competenze. I nomi trapelati sulla stampaper la candidatura a Sindaco, primo fra tutti quello di Lucio Melchiorri ma anche quello di Ermanno Vitali, sono proposte che vedo molto positivamente, sia per i curriculum dei due sia per la mia diretta conoscenza personale che può testimoniare stima per le competenze e le capacità, e rispetto per le persone. Ovviamente non basterà un capolista eccellente come possa essere uno dei due candidati di cui si parla, ma servirà una squadra che sia all’altezza, e credo che la direzione sia quella: una squadra rinnovata, competente e molto vicina alle reali necessità dei cittadini.
Dall’altra parte c’è l’attuale maggioranza che sembra intenzionata a riconfermare la squadra uscente, evidentemente nella convinzione di aver lavorato bene, nonostante la consapevolezza della non immensa simpatia suscitata dall'attuale Sindaco, cosa a cui si può sopperire con gli ultimi nastri da tagliare prima del voto. Qui gli equilibri sono molto delicati, per cui è ragionevole pensare a una riproposizione pressochè totale dell’organigramma consiliare, in modo di mantenere i valori salvo rivendicazioni di cui non siamo a conoscenza. 
Certamente Ubaldi non lascerà un millimetro all’alleato, e quest’ultimo dovrà salvaguardare i rapporti di forza interni. È quindi pensabile che, almeno per quello che riguarda gli ubaldiani e il PD, poco cambierà. I cambiamenti ci saranno, probabilmente, per quanto riguarda i due personaggi non inquadrati negli schemi di partito: Walter Antonelli, attuale Presidente del Consiglio Comunale, e l’assessore uscente, Giacomo Beverati.
Possiamo solo azzardare delle ipotesi, la prima delle quali piuttosto ragionevole: credo infatti che Beverati sia in forte odore di trombatura, favorendo così l’inserimento del nuovo acquisto, Andrea Franceschetti, la cui candidatura è stata proposta e pompata fin dall’estate scorsa in occasione della Festa de L’Unità locale. Ritengo che Franceschetti possa inserirsi come assessore scavalcando Beverati perché credo sia impensabile possa svolgere il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale al posto di Antonelli, ruolo dove sono necessari esperienza e competenza, cose di cui il nuovo entrato in squadra non è dotato. Meglio quindi un ruolo di assessore dove possa essere affiancato da persone più esperte. Oltretutto il ritorno di Franceschetti segna una sorta di pax interna alla sinistra montegranarese, anche se parziale, in quanto l’ex Presidente di Città Vecchia rappresenta un ramo del PD che, con la sua fuoriuscita dai ranghi di qualche anno fa, ha fatto tremare non poco le fondamenta della sezione di Palazzo Francescani. Una riappacificazione non può che essere positiva per lo schieramento guidato dal Sindaco Mancini, anche se, temo, non porterà grandi vantaggi in termini di voti spiccioli perché, comunque, il target elettorale rimane il medesimo.
Le sorti di Antonelli non sono chiare, ma pare evidente una sua esclusione dalle candidature. Antonelli è stato una spina nel fianco della maggioranza praticamente da sempre e si è mosso in maniera autonoma e spesso critica fin dai primi giorni. Antonelli, però, così come Beverati, non ha una struttura politica alle spalle, per cui suo futuro pare piuttosto incerto. Personalmente auspico che rimanga attivo nel panorama politico cittadino, ma capire in che ruolo, ora, non è affatto facile.
Le incognite rimangono nei gruppi minori, a partire da quel Gianni Basso che, solo pochi anni fa, fece prima cadere Gismondi e poi ne causò la sconfitta elettorale candidandosi con una lista palesemente di disturbo. Potrebbe ripetere l’operazione anche nel 2019 ma non credo possa ottenere lo stesso risultato: i tempi sono cambiati e anche il modo di pensare di molto elettorato, per cui non fare affidamento, fossi in lui, nel suo zoccolo duro che credo si sia notevolmente assottigliato.
Il gruppo di Sinistra, invece, ha cooperato efficacemente con Viviamo Montegranaro stando all’opposizione, dimostrando che sui temi specifici locali si può lavorare lasciando dietro le spalle la parte ideologica. Del resto, se Ubaldi governa col Pd, tutto è possibile.
Il Movimento 5 Stelle, sostanzialmente scomparso dai radar ormai da qualche tempo, ha comunque molto da dire ma sembra che manchino gli uomini. Anche qui c’è da capire se c’è l’intenzione e la forza di produrre una lista o se si andrà a fare accordi, nel qual caso altra domanda è con chi. Le inclinazioni espresse recentemente da diversi esponenti, almeno da quelli che ancora mostrano qualche vivacità sulla politica locale, sembrano pendere verso l’attuale maggioranza, ma è difficile capire il quadro. Vedremo.

Luca Craia