lunedì 5 novembre 2018

Ponte sull’Ete Morto: come ti procuro il disastro ambientale. Provincia di Fermo negligente e pericolosa.


C’è poco da dire, a parlare bastano le foto allegate, che mostrano la situazione nell’area del ponte sull’Ete Morto, ponte della Strada Provinciale Fermana in prossimità con l’intersezione con la Mezzina. Come si vede molto chiaramente, sia a monte che a valle del ponte stradale, nonché a valle del ponte vecchio, ci sono numerosissimi detriti che possono ostacolare un’eventuale piena del torrente. A monte, in particolare, c’è una vera e propria diga composta da rami e tronchi trascinati dalle precedenti piene. Non ci vuole uno scienziato per capire che tutto questo è potenzialmente molto pericoloso, specie sapendo i trascorsi del torrente che, non molto tempo fa, esondando ha anche causato vittime. La competenza sul fiume è della Provincia di Fermo che, a quanto pare, non se ne occupa da un bel po’. Nel caso capiti qualcosa, come abbiamo già visto in passato nella nostra zona e proprio in questi giorni in altre parti d'Italia, la responsabilità politica sarà chiara.

Luca Craia




Verranno a prenderci casa per casa?


Comincio a preoccuparmi. Mi preoccupo perché da tempo noto un acuirsi dell’atavica cattiveria della sinistra italiana, derivante dalla sempre esistita spocchia che, con l’improvvisa quanto non prevista mancanza del potere, si è trasformata rapidamente in odio e rancore, non solo nei confronti dell’avversario politico, ma anche e soprattutto verso chiunque manifesti un pensiero in qualche modo difforme da quello accettato e codificato come di sinistra. Il pensiero di sinistra, oggi, è un non pensiero, è la mera applicazione di dogmi politici che fanno del militante una sorta di bigotto laico che non mette nulla in discussione, non si pone domande, non ha mai il minimo dubbio in quanto la sua fede politica è la sua roccia e la sua salvezza. E chiunque non si uniformi è un infedele, in una sorta di talebanismo radical che crea l’allucinazione collettiva di orde di fascisti pronte a togliere ogni libertà all’Italia, dimenticando che gli unici a togliere delle libertà agli Italiani, negli ultimi vent’anni, sono stati sempre e solo gli esponenti di sinistra succedutisi al potere.
Sono rimasti pochi, a sinistra, ma non pochissimi. E sono parecchio incattiviti. Io ne ho prova quotidiana, ricevendo pacchi di insulti sul blog e su Facebook, insulti spesso infarciti di minacce di fantomatiche azioni legali in quanto, nella mente ormai offuscata di questi individui, la semplice libera esposizione del proprio pensiero costituisce reato. Ma in giro c’è di peggio: dalle scritte violente sugli striscioni ai fantocci degli avversari politici bruciati in piazza, passando per i simulacri, i simboli del temuto fascismo resi oggetto di scherno e violenza. Tutto si giustifica con un daje al fascista che lascia sbigottiti, in quanto gli unici fascisti che si vedono realmente in giro sono i pittoreschi esponenti di Forza Nuova, Casapound e altri movimentini da cabaret. Per il resto, il pericolo fascista è solo uno spettro nella mente obnubilata di qualcuno, magari abilmente indotto da qualcun altro un po’ più scaltro.
Da qui la preoccupazione. Perché se tutta questa violenza potesse tornare a possedere il sostegno del potere, le minacce sentite da più parti, ultima quella di un personaggio televisivo di quarto o quinto livello, di andare a cercare gli avversari, i cosiddetti terribili fascisti, casa per casa potrebbero divenbtare concrete. E, se le scosse che stanno facendo traballare il governo giallo-verde riuscissero nell’intento, e se tornasse un governo tecnico avallato dal Presidente della Repubblica, sempre meno garante della Costituzione e più di altri poteri, credo che qualche timore possa essere fondato. E io, antifascista e anti totalitarista da sempre, tacciato di fascismo solo per avere un mio pensiero, vedrei forse arrivare i fascisti veri, mascherati da antifascisti, sulla porta di casa. Una prospettiva poco tranquillizzante.

Luca Craia

domenica 4 novembre 2018

Due arresti a Montegranaro, nel centro storico. Bravi i Carabinieri, meno la politica. E gli stranieri comprendano che va a loro favore.


Giornata impegnativa per gli uomini del comandante Giancarlo Di Risio, che hanno provveduto ieri, sabato, all’arresto di due uomini di origini magrebine, entrambi residenti nel centro storico di Montegranaro, arresti eseguiti in due distinte operazioni. Il primo a essere arrestato è un ragazzo sul cui capo pendono innumerevoli imputazioni e precedenti penali, macchiatosi di crimini di ogni genere tra cui anche una rapina a un supermercato nell’anconetano. Data la somma delle imputazioni e il comportamento sociale decisamente pericoloso e reiterato, il Giudice ne ha disposto la custodia cautelare. Il secondo arrestato è una novità per il centro storico di Montegranaro, ma personaggio attivo nel mondo degli stupefacenti, attività che gli ha fruttato le manette.
Un plauso deve necessariamente andare ai Carabinieri di Montegranaro che stanno davvero compiendo un’opera incessante di monitoraggio del territorio e di repressione delle attività criminali, opera non facile vistao anche l’attuale complesso legislativo in Italia che troppo spesso vanifica gli sforzi delle Forze dell’Ordine. In ogni caso, il lavoro degli uomini della Benemerita è importantissimo in questa fase di mutamento sociale che vede Montegranaro dover affrontare problemi mai visti prima e il centro storico diventare sempre più una zona franca e un ghetto.
Non si può dire la stessa cosa di chi amministra il paese, che sembra sempre più sordo alle istanze dei cittadini residenti nel paese antico (ma anche di altri che hanno compreso quanto la sua salvaguardia sia fondamentale per tutta la comunità cittadina) che chiedono che finalmente si inizi a lavorare per trovare soluzioni per problemi ormai troppo antichi e incancreniti. L’Amministrazione Mancini si sta distinguendo per una totale indifferenza verso i problemi di ordine pubblico legati al centro storico e verso tutte le altre problematiche che, comunque, sono strettamente connesse.
Infine, vorrei fare una nota riguardo i cittadini stranieri onesti, che ci sono e sono tanti, e che sono i primi a subire le conseguenze negative di questa situazione, rischiando di finire nel fascio di tutte le erbe che spesso si fa in queste occasioni. È necessario che gli stranieri onesti si mettano a fianco dei cittadini italiani e delle Forze dell’Ordine contro chi delinque, perché solo dietro alla soluzione di questa situazione si potrà iniziare seriamente a parlare di integrazione e convivenza nel reciproco rispetto.

Luca Craia