giovedì 25 ottobre 2018

COME ASSASSINARE LE AREE INTERNE: ENNESIMA DISFUNZIONE DEL GOVERNO REGIONALE! ZAFFIRI E MALAIGIA, LEGA, ATTACCANO L'ASSESSORE PIERONI



Comunicato integrale

Con provvedimento del 24.10.2018, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso alla sentenza del TAR Marche presentato dalle due Associazioni Ambientaliste WWF e LAC: alla luce della mancanza del Piano Faunistico Regionale, ha accolto le motivazioni del ricorso, vietando con effetto immediato ogni forma di caccia nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Zone di Interesse Comunitario (ZPS) e durante il mese di febbraio.
“La sospensiva del Consiglio di Stato è solo l'ultima dimostrazione dell'incapacità della Giunta regionale per l'inadeguatezza dimostrata nel corso degli anni e per gli evidenti conflitti interni alla maggioranza, che ha più a cuore i piccoli interessi dei suoi esponenti, piuttosto che lo sviluppo della nostra Regione”. Così il Capogruppo della Lega Sandro Zaffiri. “Sospendere la caccia significa sospendere un ingente indotto economico per le molteplici attività che si intrecciano all'attività venatoria”.
Interviene il consigliere Marzia Malaigia, vicepresidente della seconda commissione. “Il settore venatorio è uno dei pochi segmenti che garantisce alla Regione un indotto economico di proporzioni enormi, non solo per le tasse pagate dagli aderenti, sempre più alte, ma anche per il giro d’affari che genera dal punto di vista turistico e ambientale, specialmente nelle aree interne che notoriamente faticano a ripartire dopo il sisma”. “Pensiamo alla produzione e alla vendita degli indumenti tecnici per svolgere l'attività venatoria - prosegue la Malaigia - pensiamo agli agriturismi, ai ristoranti, ai b&b nei quali si recano durante le giornate di caccia centinaia di persone, pensiamo ai produttori di selvaggina, pensiamo certamente anche alla produzione di armi, come alle altre attività commerciali a cui si rivolge chi pratica questo sport”.
“Non basta dunque la caccia riservata nelle aree indicate dall'ordinanza, anche poiché questo porterebbe all’esodo di centinaia di cacciatori”. “Come ormai è sotto gli occhi di tutti questa Amministrazione – aggiunge il consigliere Zaffiri - registra un forte ritardo rispetto a tutti gli atti di programmazione. Il Piano Faunistico Venatorio viene infatti ad accodarsi al già scaduto da anni, Piano sociosanitario regionale: due esempi di come vi sia un'assoluta inadeguatezza ed incapacità politica da parte della Giunta Ceriscioli”. 
“Voglio sottolineare come in questo caso vi sia stata da parte dell'assessore Pieroni una presuntuosa ed arrogante posizione a fronte delle numerosissime sollecitazioni da parte delle associazioni di settore che, preoccupate per la mancanza dell'atto di programmazione indispensabile per l'esercizio della caccia, dal 2015 hanno costantemente sollecitato alla stesura dello stesso non ricevendo di fatto una risposta concreta”.
“Si tratta di una gravissima omissione da parte dell’Assessore – conclude la Malaigia- che avrebbe agito con una leggerezza e una superficialità che ha dell’incredibile”. “I cacciatori che hanno pagato le tasse per disporre di un proprio diritto perderanno giornate utili per usufruire dello stesso; ci chiediamo chi li rimborserà.....Una regione, la nostra, che per la quadratura del bilancio, effettua continui tagli addirittura sulla sanità e sul sociale siamo convinti non possa permettersi uno sperpero di denaro di questo tipo per esclusiva inottemperanza propria!!!
Le responsabilità politiche non possono più essere ignorate ed è per questo che invitiamo l'Assessore Pieroni a rassegnare le proprie dimissioni.

Foto originale: La Notizia.net

Sibillini patrimonio Unesco? Proposta interessante, ma si rischiano nuovi vincoli per la ricostruzione.


La proposta dell’Assessore all’ambiente, Angelo Sciapichetti, di candidare la fascia appenninica marchigiana a diventare “Riserva della Biosfera” nell’ambito del programma “Mab – Man and the Biosphere” dell’UNESCO non sarebbe un’idea balorda. Permetterebbe una potente promozione del territorio da un punto di visto naturalistico e sarebbe di sostegno alla ripresa turistica post terremoto. Il problema è che Sciapichetti sembra ancora ignorare che il post terremoto non è affatto iniziato e che siamo ancora in piena fase emergenziale, con una ricostruzione che non accenna a partire. Se la proposta fosse accolta, si rischierebbe di aggiungere nuovi vincoli a quelli già esistenti aggravando il blocco della ricostruzione che già è piuttosto serio proprio grazie ai vincoli e all’incapacità di superarli in un momento di emergenza straordinaria come quello del terremoto.
Il progetto coinvolgerebbe gli Enti Parco e si sta cercando la partnership anche della Regione Umbria. Sicuramente è un’idea concettualmente più che condivisibile, nel senso di ricercare il giusto equilibrio tra uomo e ambiente calibrandolo alle esigenze delle comunità e delle nuove forme di turismo sempre più esigenti e attente, ma non mi pare il momento più opportuno per metterlo in campo. Certo, fosse partita per tempo la ricostruzione, ora sarebbe il momento di proporre idee come questa e metterle in campo, ma la ricostruzione non è affatto partita e ora serve soltanto ripristinare la normalità. Questo Sciapichetti dovrebbe saperlo bene. Dovrebbe.

Luca Craia

Fiera San Serafino: calo netto delle bancarelle, ma il Comune introita 3800 Euro. Come verranno impiegati?


Gli ambulanti che partecipano alla fiera mercato che si tiene in occasione della festa patronale di Montegranaro pagano al Comune un “canone fiera” di 35 Euro per ogni posteggio assegnato. Quest’anno gli ambulanti sono stati nettamente inferiori rispetto a quelli dell’anno scorso, solo 111 contro i 145 del 2017. Di conseguenza è calato anche l’introito che, comunque, rimane una bella cifra: 3885 Euro.
È un’entrata certa, perché gli ambulanti devono pagare immediatamente, pena l’esclusione dalla fiera. È anche un’entrata più o meno fissa, con fluttuazioni ma comunque costante almeno nei minimi. Per questo motivo sarebbe ragionevole e opportuno utilizzarla in modo costruttivo senza gettarla nel calderone del bilancio comunale dove si perderebbe e sarebbe sostanzialmente ininfluente. Con circa 4000 Euro all’anno qualcosa di buono si potrebbe fare, per il paese. Sono certo che le idee non mancherebbero, intanto sarebbe plausibile se si dessa la disponibilità della cifra per un fondo destinato a un’opera di pubblica utilità, magari legata proprio a San Serafino. Mi viene in mente le casa del Santo, massacrata e fatiscente che, con un investimento non ingentissimo, potrebbe riprendere valore e diventare un punto aggregativo ed espositivo utile per tutta Montegranaro e al centro storico.

Luca Craia