lunedì 24 settembre 2018

Giornata Europea del Patrimonio. Piena Sant’Ugo, si riapre per la festa di San Serafino. In stampa la nuova guida.

Molto buona l’affluenza di pubblico per l’apertura straordinaria dell’Ecclesia di Sant’Ugo curata, come sempre, da Arkeo che custodisce da anni questo preziosissimo luogo che attrae visitatori da tutta Italia e dall’estero. L’apertura di ieri era legata alla Giornata Europea del Patrimonio, istituita dal Consiglio Europeo, e ha registrato un flusso costante di visitatori fin da prima dell’apertura, con provenienze da Montegranaro e da fuori. Un’ulteriore occasione per visitare questo luogo meraviglioso, scrigno di storia e arte, uno dei più antichi e preziosi templi cristiani delle Marche.
Da ottobre è prevista la ripresa delle aperture ordinarie alla prima domenica di ogni mese ma, essendo prossima la data della festa patronale, l’apertura del 7 ottobre verrà posticipata al 12, in concomitanza con la tradizionale fiera-mercato. Da novembre, invece, si riprenderà con le aperture domenicali, col il solito orario: 16.30 – 19.30.
Intanto è in stampa la nuova edizione del volume della collana Le Guide in Tasca, Marche Segrete, con la scheda relativa all’Ecclesia di Sant’Ugo interamente aggiornata con le nuove informazioni e le nuove scoperte compiute da Arkeo con la collaborazione di diversi studiosi. L’uscita è prevista per gennaio.

Luca Craia

Ciclovie, turismo e priorità. Guardare al futuro senza ricostruire.


Le ciclovie sono la nuova frontiera del turismo, il futuro di un settore che, per regioni come le Marche, diventa sempre più strategico. L’investimento di 46,3 milioni di Euro per la costituzione di una rete ciclabile regionale che colleghi entroterra e costa, annunciato nei giorni scorsi dal Presidente Ceriscioli, sotto quest’ottica è più che sensato, anzi, sarebbe lungimirante. Dico sarebbe perché, forse non tutti lo ricordano, nelle Marche c’è stato un terremoto che ha distrutto un bel po’ di entroterra, quell’entroterra che si vorrebbe collegare alla costa con delle ciclovie.
L’ira dei terremotati esplosa all’indomani dell’annuncio è più che giustificata, perché vedere soldi che arrivano a pioggia per una priorità che non è quella della ricostruzione, dopo due lunghi anni di nulla assoluto, con gente che ancora non ha una casa, con le economie distrutte, le comunità disintegrate e un orizzonte sempre più nebuloso, fa davvero bollire il sangue. Ma attenzione: Ceriscioli non è uno stupido, e se la politica della Regione è questa, bisogna ragionarci e capire cosa sta accadendo.
E sta accadendo che si sta portando avanti, senza più neanche alcun pudore, una politica che non solo punta alla desertificazione della zona montana, ma che la dà ormai per assunta. Se si pensa a una economia turistica nuova e moderna, e a quello si deve pensare mentre si progettano ciclovie per quarantasei milioni di Euro, bel sapendo che nelle zone montane il turismo è fermo da due anni perché non ci sono più le strutture turistiche elementari, significa soltanto che, nel progetto complessivo del nuovo turismo marchigiano, quelle strutture non sono contemplate.
Sarebbe illogico produrre un piano turistico senza prima aver ripristinato il sistema ricettivo. Eppure è quello che si sta facendo. Quindi, o Ceriscioli è pazzo, e non credo lo sia, oppure la politica della Regione Marte non prevede la ricettività nell’area colpita dal terremoto. Ma io andrei ancora più avanti, perché credo che la ricettività, in realtà, sia prevista ma non in tempi immediati e non come la conoscevamo prima del sisma. Se esiste un progetto di desertificazione della zona montana, questo non è certamente definitivo, ma punta soltanto a sradicare l’attuale popolazione per aver il territorio completamente a disposizione. Per questo le ciclovie sono pensate anche per giungere dove la ricostruzione non è mai partita: perché partirà, ma solo quando l’area sarà spopolata. Allora ci sarà chi saprà gestirla al meglio, ovviamente per i propri interessi e potenziando quell’economia globale che nulla ha a che fare col territorio e la sua gente.

Luca Craia


domenica 23 settembre 2018

Il Consiglio Comunale e la campagna elettorale.

Il Consiglio Comunale aperto tenutosi ieri mattina a Montegranaro, oltre ad averci mostrato in maniera definitiva Il vero volto della maggioranza che governa il paese, una maggioranza ostile, biliosa, minacciosa e arrogante, ci ha dato anche un assaggio piuttosto preciso di quello che possiamo aspettarci dalla campagna elettorale che sta cominciando in questi giorni e che si protrarrà fino all'attesa 26 maggio prossimo. E, se i toni saranno quelli utilizzati ieri in quella cosa che chiamare dibattito è un'offesa alla dialettica, allora dobbiamo essere pronti a un periodo buio, violento, in cui può capitare davvero di tutto.
Il clima non è stato mai disteso, fin da quando l'attuale maggioranza si è insediata. Il loro atteggiamento, il loro continuo costruire muri anziché cercare dialoghi, ha portato a spaccare il paese come mai prima d'ora. La distanza che si è notata ieri tra gli scranni del Consiglio Comunale e il pubblico è la rappresentazione fisica della reale distanza tra la politica e le esigenze della cittadinanza. L'atteggiamento di chi governa ha generato un clima di grande ostilità e di grande contrapposizione, un clima che non fa affatto bene a montegranaro.
Si è anche fatta notare l'assenza di due dei quattro gruppi consiliari di minoranza, quello di Basso-Quello-Basso e i Cinquestelle. Queste assenze possono essere interpretate in chiave elettorale e certamente non sono un bel segnale. La sedia vuota del consigliere Cinquestelle può essere vista come un disinteresse al problema specifico trattato nella seduta. Del resto il movimento non ha nemmeno partecipato alla riunione dei commercianti a cui erano invitate le opposizioni. Si può quindi dedurre che i pentastellati se ne siano in qualche modo voluti lavare le mani. Un atteggiamento che, però, in chiave elettorale lascia intendere una situazione poco chiara. Del resto da tempo si vocifera sulla possibilità che il movimento non presenti liste a Montegranaro. È anche vero che l'atteggiamento politico recente, sia in Consiglio che fuori, è sembrato piuttosto remissivo e accomodante nei confronti dell'Amministrazione Comunale. Non presentare la lista sicuramente gioverebbe ai piani elettorali dell'attuale maggioranza.
Per quanto riguarda Gianni Basso e la sua assenza di ieri, essa può essere interpretata in mille modi senza che alcuno possa sembrare credibile. Prevedere le mosse del plurisindaco montegranarese è esercizio complicato e spesso sterile. C'è solo da augurarsi che non si ripeta il giochino delle ultime elezioni in cui la lista Basso è andata a togliere proprio quei voti che sarebbero serviti a Gastone Gismondi per essere riconfermato sindaco. Un'ulteriore candidatura del sindaco più longevo della storia cittadina sarebbe un ulteriore arma a favore di Ediana Mancini e compagni.
Sicuramente è presto per sapere come si evolveranno le cose ma è bene cominciare a interpretare i segnali, sia quando sono netti e leggibili, sia, come in questo caso, quando possono solo suggerire supposizioni comunque utili a comporre un quadro ancora totalmente da disegnare.

Luca Craia 

sabato 22 settembre 2018

Proloco Castelsantangelo. Eletto il direttivo. Fuori il Montegranarese Gianfranco Mancini. Vince la squadra di Ovidio Monaco.


Ovidio Monaco

Era stato eletto, Gianfranco Mancini, il Montegranarese che si era candidato alla Proloco di Castelsantangelo Sul Nera, così come il geologo Fabio Facciaroni e la moglie, l’architetto Anna Marzoli, ma hanno rinunciato, probabilmente perché, facendo squadra, squadra volevano rimanere e, in questo caso, sarebbe entrato solo uno di loro. Una squadra molto vicina al Sindaco Falcucci che, ricorderete, aveva addirittura fatto spostare la data delle elezioni, esercitando un potere non meglio specificato su un organismo, la Proloco, che dovrebbe essere indipendente dalla politica e dell’Amministrazione Comunale.
A vincere, invece, è stato un gruppo di persone che fanno riferimento a un personaggio storico del paese e della Proloco stessa, Ovidio Monaco, che è anche colui che ha preso più voti in assoluto e che sarà probabilmente il Presidente. Auguri di buon lavoro a tutti.

Luca Craia

Rissa verbale in Consiglio Comunale. La maggioranza rimane irremovibile sull'isola pedonale.


Un Consiglio Comunale aperto ma non troppo, direi più che altro socchiuso, quello che si è tenuto stamattina a Montegranaro per discutere pubblicamente e con la partecipazione dei cittadini dell'annosa questione dell'isola pedonale di viale Gramsci, spina nel fianco per i commercianti del centro ma anche, come abbiamo visto chiaramente stamattina, per la stessa Amministrazione Comunale. Aperto ma non troppo perché l'apertura è stata molto relativa: si è negato il diritto di replica alla rappresentante dei commercianti, Laura Bisacci, si è impedito a due cittadini di prendere la parola ed esprimere il proprio pensiero e addirittura, pur essendo una seduta del Consiglio Comunale, la stessa non è stata trasmessa in diretta streaming come di consueto.
Una seduta estremamente animata, a tratti infuocata, in cui lo scontro verbale è stato talmente aspro da sfiorare la rissa e far temere che si potesse passare sul piano fisico. Se la minoranza ha sposato in pieno la causa dei commercianti danneggiati dalla decisione invero inspiegabile dell'Amministrazione Comunale di istituire l'isola pedonale a partire dalle 16:30, orario in cui notoriamente l'area è quanto di più inospitale si possa pensare, la maggioranza è apparsa irremovibile sulle sue decisioni ma estremamente nervosa è in difficoltà. La difficoltà evidente di motivare una scelta che non può avere motivazioni logiche se non una fantomatica richiesta da parte di alcuni commercianti che vedrebbero vantaggiosa per loro la scelta dell'orario. Purtroppo però in aula questi commercianti non si sono visti mentre erano numerosi quelli contrari.
Notevole l'intervento di Maria Teresa Scriboni, rappresentante territoriale della Confcommercio, che ha ribadito con forza la posizione del tutto apolitica degli esercenti che sono mossi esclusivamente dal desiderio di tutelare se stessi e le proprie attività. Attività che, come ha rimarcato da Lucentini e Gismondi, svolgono un ruolo fondamentale per la vivibilità è il mantenimento della civiltà nel centro del paese. Il Sindaco, dal canto suo, ha dimostrato un nervosismo totalmente fuori luogo andando a giustificarsi in maniera maldestra dalle accuse di aver fatto pressione su alcuni esercenti per far loro rimuovere il manifesto indicante la protesta.
In ogni caso, dopo oltre due ore di dibattito infuocato e al limite del rispetto reciproco, Il tutto si è risolto con un nulla di fatto. La maggioranza poteva compiere lo sforzo di avvicinarsi alle posizioni dei commercianti ma non lo ha fatto, dimostrando ancora una volta quanto sia distante dalla cittadinanza, autoreferenziale, poco incline a partecipazione e democrazia. Tutto fermo, quindi, compresa la chiusura del pilomat del sabato pomeriggio per la stagione invernale, cosa che poteva essere ritoccata tranquillamente qualora ci fossero stati buona volontà e buon senso.

Luca Craia 

SCANDALOSA DECISIONE IN REGIONE MARCHE: SI APPROVANO 46,3 MILIONI DI € PER PISTE CICLABILI MA NON SI PROROGA L’ESENZIONE (CODICE T16-CITTADINI TERREMOTATI) SULLE RICETTE


Comunicato integrale

Come condiviso con lo studio legale Alterego impegnato da più di due anni al fianco dei cittadini terremotati del Centro Italia ad effettuare un costante lavoro di denuncia e informazione legale affinché siano rispettati i diritti di chi ha avuto la sfortuna di essere travolto da un’evento tanto terribile come un terremoto, questa volta ci troviamo davanti ad un tipo di denuncia diversa.
Diversa perché non insiste sulla violazione o sul mancato riconoscimento di diritti normativamente previsti, ma perché attiene a scelte politiche delle istituzioni che percepiamo come profondamente ingiuste.
Recentemente, infatti, sia la Regione Lazio che la Regione Emilia-Romagna ( per il sisma del 2012) hanno prorogato al 31/12/2018 il termine per l’esenzione dal pagamento del ticket sulle prestazioni sanitarie, tramite l’indicazione del codice T16 (popolazione terremotata). 
Tale esigenza non è al contrario stata sentita come necessaria dalla Regione Marche, dove l’esenzione persiste unicamente per le visite mediche già prenotate con ricetta antecedente al 31 agosto e da effettuarsi entro l’anno 2018.
DI CONTRO continuiamo ad assistere a conferenze stampa e proclami volti a pubblicizzare l’elargizione di fondi a favore di iniziative che potrebbero, in rispetto alle urgenze derivanti dalle zone terremotate, attendere quantomeno il loro turno ed invece le vediamo giganteggiare nei pensieri e nelle azioni di chi ci governa!
Riecco le piste ciclabili che avevano provato a finanziare con i soldi degli sms solidali, riecco altri 46,3 MILIONI di € assegnati a questi progetti a conferma dell’ASSOLUTA INCAPACITÀ DI ASSEGNARE LE GIUSTE PRIORITÀ A FRONTE DELLE REALI ESIGENZE DEL POPOLO! 
La popolazione del Centro Italia è stanca di pagare il prezzo di politiche diseguali che contribuiscono unicamente ad aumentare il contrasto sociale e la guerra tra gli ultimi! 
La Regione Marche protesta perché il governo centrale non la ascolta, ma son due anni che loro non ascoltano la propria gente! 
Daremo battaglia! 

Francesco Pastorella