mercoledì 19 settembre 2018

Targhiamo le biciclette. Una raccolta firme per dare regole e per la sicurezza di tutti.


È capitato a tutti, prima o poi, di imbattersi in un ciclista indisciplinato. Certamente non si può generalizzare, ma è un fatto che molti ciclisti approfittino della difficoltà con cui si riesce a identificarli per agire in una sorta di impunità. L’abbigliamento sportivo a volte aggrava la situazione rendendo anche i volti a tratti irriconoscibili. Eppure, la bicicletta è soggetta alle stesse regole di qualsiasi veicolo che circoli in strada: deve rispettare i segnali, deve fermarsi agli stop e ai semafori, deve dare le precedenze, ma molto spesso dei ciclisti non lo fanno perché è impossibile risalire a loro.
Il mancato rispetto delle regole fondamentali mette a rischio l’incolumità del ciclista stesso e di chi abbia la sventura di imbattercisi. Per questo motivo sarebbe opportuno che anche le biciclette siano dotate di un dispositivo che ne consenta l’identificazione, una sorta di targa leggibile sia alle forze dell’ordine che a chi fosse sfortunatamente coinvolto in danni causati da questi comportamenti.
Per questo motivo ho lanciato una petizione sulla piattaforma Change per chiedere che le biciclette siano targate come qualsiasi altro mezzo circolante, sia per garantire la pubblica incolumità, anche quella degli stessi ciclisti, sia per migliorare il rispetto delle regole da parte dei ciclisti indisciplinati che, sapendo di essere identificabili, certamente avrebbero un comportamento più ligio.
Per firmare su può cliccare sul seguente link



Luca Craia

La Mancini e Basso soddisfatti della viabilità. Ma allora il cambio degli orari scolastici a che serviva?


Sono soddisfatti, in Comune, a Montegranaro, perché, a loro dire, il piano viabilità messo a punto in quattro e quattr’otto sta funzionando. Ci ha messo un paio di giorni, ha fatto bestemmiare più di un cittadino, ma ora sembra scorrere, e questo è un bene anche se, come ammette lo stesso assessore Basso, hanno “appena ultimato la predisposizione di un apposita segnaletica relativa a percorsi alternativi per chi deve raggiungere in quegli orari punti differenti della città”, cosa che poteva essere fatta prima. Ma meglio tardi che mai. Sarebbe comunque interessante controllare il carico dei mezzi, che sembrano un po’ pienotti e la cosa, oltre a essere illegale, sarebbe anche piuttosto pericolosa.
Rimane il dubbio: ma allora perché volevano rivoluzionare la scuola, gli orari, la didattica? Perché il Sindaco ha fatto tanta pressione per eliminare i rientri e rimandare i bambini a scuola il sabato? Alla fine, bastava usare un po’ di buon senso e, come per magia, tutto si risolve (speriamo).
Sarebbe bello che il Sindaco, oltre a bearsi del fatto che le cose sono andate bene, ci spiegasse perché la sua soluzione, all’inizio, era ben diversa e, se non si fossero opposti la Dirigenza Scolastica e il Consiglio di Istituto, avremmo dovuto rivoluzionare il sistema scolastico cittadino per ottenere qualcosa che si poteva ottenere con quattro semplici cartelli stradali.

Luca Craia