venerdì 15 giugno 2018

Fuori Strada, anteprima di Veregra Street e solidarietà per il territorio terremotato.


Sta per cominciare l’edizione del ventennale del Veregra Street Festival, la grande festa che, ogni anno, anima per un paio di settimane il centro di Montegranaro e che, negli anni, è diventata un punto di riferimento per tutto il territorio, oltre a essere una delle kermesse di arte di strada più importanti d’Italia. Anche quest’anno, per la seconda volta, ci sarà l’anteprima di Montemonaco, una sorta di prefestival ambientato nel paesino dell’appenino che, purtroppo, è stato durissimamente colpito dal terremoto del 2016.
Ed è proprio per questo che è stato scelto il centro di Montemonaco come cornice per l’iniziativa, chiamata Fuori Strada. Nonostante i danni subiti, Montemonaco è ancora viva e pulsante, e l’iniziativa sicuramente potrà dare un impulso positivo per far tornare la gente a visitare questo bellissimo borgo, a frequentarne i locali, a ridare linfa all’economia locale molto legata al turismo. Il fatto che gli spettacoli si terranno in paese e non in luoghi, per quanto bellissimi, lontani dal centro è fondamentale per questo scopo.
L’evento si terrà domenica 17, il fine settimana immediatamente precedente al via della grande festa montegranarese. Si parte al mattino, dalle ore 11, e si prosegue tutto il giorno in un susseguirsi di spettacoli, musica, animazione e cibo da strada, per chiudere alle 22. A organizzare il tutto, oltre che il Comune di Montegranaro e a quello di Montemonaco, sono la Pro Loco Di Montemonaco ed il Clown&Clown Festival di Monte San Giusto Città del Sorriso. Partecipare significa, oltre che passare una giornata in allegria, anche e soprattutto aiutare il territorio terremotato a riprendere vita.

Luca Craia

Luca Craia

giovedì 14 giugno 2018

Ricchi di pietre e polvere. Appello di Maria Luisa Fiori, terremotata di Arquata

Al governo m5s Lega

Molti mi conoscono, molti sanno chi sono, Sì, sono una terremotata, una terremotata di un Borgo, di un Borgo del centro Italia che ha perso tutto.
Il mio paese non ha più una fisionomia, è ricco di pietre e polvere, e io, come tutti i terremotati, da due anni, cerco al risveglio, di ritrovare una dimensione, un posto, una storia.
Non lo sa nessuno, chi è davvero un terremotato.
Purtroppo occorre esserlo e di questa capacità ne avremmo fatto tutti a meno.
Un terremotato è discreto, vive le assenze con dignità, sopporta la povertà e l'elemosina che, spesso, mascherata da amore a volte arriva alla sua tavola. 
È gente strana quella terremotata.
Si fida di tutti all'inizio, tutti i terremotati, vogliono coccole e carezze, pacche sulle spalle e non vogliono sentirsi soli. Si fidano di tutti.
Poi, giorno dopo giorno i terremotati sono traditi, sono traditi da chi avrebbe dovuto aiutarli.
Calpestati negli affetti, capiscono che il loro dolore serve a tutti coloro che terremotati non sono.
E li conoscono tutti i falchi vestiti da babbo Natale che svolazzano sui resti delle comunità.
Sotto terremoto gli altri fanno i soldi, gli altri  consolidano i loro interessi speculando, si utilizzano le macerie fisiche e del cuore per arrivare ovunque si voglia.
Quante volte siamo stati trucidati in questi mesi?
Troppe.
Ora, sento, dentro il mio cuore di terremotata di non poter più sopportare altre angherie e soprusi.
Nessuno di noi perdenti del terremoto è disposto a sopportare ancora.
La mia richiesta a nome di tutti i terremotati è che se deve esserci un nuovo commissario straordinario per la ricostruzione e ci sarà,  per favore, non fate salire tra le nostre casette personaggi ambiziosi e cinici. Non siamo più disposti ad ospitarli.
Vogliamo vedere qualcuno che ci guardi negli occhi, che ci ascolti e che capisca davvero il nostro dolore, lo metta sopra ogni cosa.
Vogliamo un commissario che sia nostro e di nessun altro.
Che a noi ascolti e che con noi decida.
Basta con le strumentalizzazioni. 
A noi sono morti davvero figli e cari, a noi sono cadute davvero macerie in testa e dentro l'anima.
Non è stato strumentale.
È stato per davvero.

Maria Luisa Fiori

Ps: non mandateci uccelli rapaci. Siamo terremotati, non fessi.

Proposta di legge di Marzia Malaigia sulla valorizzazione dei giochi tradizionali. “I Giochi e sport tradizionali sono portatori di valori propri della nostra cultura”


Comunicato integrale

“A conferma dell’importanza delle nostre tradizioni, anche come mezzo di promozione culturale e turistica delle nostre città e dei nostri borghi, ho presentato oggi una proposta di legge sulla valorizzazione dei giochi e sport tradizionali”. Interviene così il consigliere Lega Nord Marzia Malaigia che aggiunge “queste particolari forme di attività sportive permettono di creare inoltre occupazione, turismo e indotto economico. Questi eventi contribuiscono a quell’intreccio inimitabile di storia, natura e cultura che definisce l'unicità del nostro territorio”. Il gioco tradizionale – continua la Malaigia -  è portatore di valori propri della cultura popolare, patrimonio immateriale fatto di pratiche, espressioni, conoscenze, saperi strumenti, oggetti che le comunità, riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale e che si tramandano da una generazione a quella successiva, spesso attraverso l’oralità. Un testo che va nella direzione di quanto affermato anche nella Carta internazionale dei giochi e degli sport tradizionali (UNESCO) ovvero il riconoscimento del diritto fondamentale al movimento, allo sport e al gioco come parte costituente della qualità della vita e dello sviluppo della personalità che deve essere garantito sia all’interno del sistema educativo, sia in tutti gli altri aspetti della vita sociale. Ho voluto altresì evidenziare - spiega ancora il consigliere regionale – che, anche in linea con quanto previsto nel “programma europeo Erasmus + 2014-2020”, la Regione dovrà impegnarsi nel sostenere l'organizzazione di corsi di avviamento al gioco di giovani in età' scolare e di progetti inerenti i settori giovanili”
“Questa proposta di legge si prefigge, pertanto di valorizzare e salvaguardare i giochi tradizionali (Ruzzola, Lancio della Forma di Formaggio, Boccia alla lunga o Boccia su strada, Tiro alla Fune, Rulletto e gioco delle Freccette) attraverso la rivalutazione degli spazi urbani e rurali  dove si svolgevano le attività ludiche e la tutela  allo stesso modo dei luoghi dove ancora adesso si praticano”.
“In un particolare momento come quello che stiamo attraversando, - conclude la Malaigia - successivamente all'evento sismico che ha colpito la nostra Regione, la valorizzazione degli sport e giochi tradizionali andrebbe a far scoprire, frequentare e vivere zone a rischio di oblio, solitamente non comprese negli itinerari turistici proposti”.