domenica 5 febbraio 2017

I turisti continuano a venire a Montegranaro grazie ad Arkeo.



Nonostante il terremoto, nonostante il momento difficilissimo per le Marche a livello turistico, a Montegranaro continua ad arrivare gente. L’apertura mensile di Sant’Ugo ad opera dei volontari di Arkeo raccoglie ogni volta numerose visite di appassionati d’arte e storia provenienti da ogni dove. Anche oggi, e le porte non sono ancora chiuse, un buon flusso di visitatori ad ammirare la splendida Sant’Ugo, tesoro inestimabile e unico.
Oggi di turno c’erano il Presidente, Graziella Marziali, il Vicepresidente Guido Eugeni e la preziosissima attivista Luana Damen; e anche oggi registriamo una soddisfazione che premia il nostro impegno, fatto di promozione ma anche di studio continuo sulla nostra storia. I visitatori, oltretutto, con le loro offerte finanziano i nostri interventi di restauro. Con quei soldi abbiamo rifatto l’illuminazione di Sant’Ugo, restaurato il Crocifisso e, ancora in corso, stiamo restaurando il sacello lauretano di SS. Filippo e Giacomo. Facciamo del nostro meglio per Montegranaro e siamo premiati dai risultati. Non è facile ma siamo soddisfatti.
                                      
Luca Craia

Montegranaro sulla cima del mondo



Ha sangue montegranarese, di prima mano, il terzo classificato all’IRC, l’Intercontinental Rally Challenge per la categoria moto. Albert Arrà, nipote se non figlio di Montegranaro, Giacomozzi per parte di madre e erede di una delle famiglie storiche di Montegranaro, anche se nato a Sarnano, ha conseguito il prestigiosissimo risultato a bordo della sua Ktm dopo aver rischiato di arrivare primo ed essere stato tradito dal GPS che lo ha fatto piombare in decima posizione. Oggi, nell’ultima tappa del Callenge che ha attraversato Marocco, Mauritania e Senegal, ha recuperato ed è riuscito a salire sul podio, conquistando un terzo posto che è preziosissimo. Albertino, come qualcuno a Montegranaro ancora lo chiama, vive in Spagna dove gestisce un ristorante di cucina italiana in Andalusia insieme alla compagna, ma ha salde radici marchigiane e montegranaresi. Dobbiamo essere orgogliosi. Grazie Albert, perché hai portato in alto anche il nome di Montegranaro.
                                      
Luca Craia

Visso incontra i Vissani di Roma. Superare la dicotomia tra residenti e non



Molto buona l’iniziativa del Sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, che ha voluto incontrare i proprietari delle seconde case nel suo Comune. Visso è una realtà particolare. Nei momenti più poveri della nostra Nazione, il collegamento diretto con Roma costituito dalla Valnerina ha facilitato l’emigrazione di tanti Vissani verso la capitale. La conseguenza è che oggi una buona parte del patrimonio immobiliare della Perla dei Sibillini è costituito da seconde case di proprietà di cittadini romani eredi di quei Vissani che lasciarono la loro terra in cerca di fortuna a Roma.
C’è sempre stata una dicotomia tra i Vissani residenti e quelli “di fuori”, quei Romani che possiedono immobili e li usano nei periodi di vacanza o li affittano a turisti. Oggi, però, col terremoto e i danni ingenti a quasi tutto il patrimonio immobiliare, è necessario cominciare a ragionare insieme sul da farsi e su quale futuro dare a questa magnifica cittadina.
In quest’ottica Pazzaglini ha voluto recarsi a Roma per incontrare i Vissani “di fuori”. Pazzaglini ha presieduto un incontro con i proprietari di seconde case per ragionare sul da farsi. Si è trattato, ovviamente, di un modo per dialogare, vista la situazione di precarietà che ancora si vive sul fronte dei provvedimenti per la ricostruzione. Ma è elogiabile il fatto di provare a ragionare insieme, di trovare una strada per il futuro che superi le distanze tra residenti e proprietari di immobili non residenti.
C’erano più di trecento persone allo Scout Center di Roma. Pochi i Vissani residenti, purtroppo, ma è comprensibile vista la distanza e i disagi che si è costretti a vivere. È stato comunque importante incontrarsi e parlarsi – in questo è stato fondamentale il momento conviviale finale – per gettare le basi per la Visso che verrà. La strada è quella giusta.
                                      
Luca Craia