giovedì 26 gennaio 2017

Non cederà di un millimetro. La storia di Marco Capotondi.



Vorrei sottoporre ai lettori del blog questa storia che mi pare molto interessante da un punto di vista umano e ci fa capire cosa possa capitare a un comune mortale che si trovi invischiato suo malgrado in vicende poco chiare nelle quali non ha responsabilità. Pubblico sotto un video di Youtube, realizzato da Loris Calcina, invitandovi a visionarlo.
Capotondi è stato condannato, dopo due assoluzioni, per concorso morale in furto perché, secondo il giudice, era coinvolto in un traffico di gas all’interno della raffineria API di Falconara. Il filmato pone numerosi interrogativi su come si sia giunti a questa sentenza. Mi interessa, soprattutto, il lato umano, perché questa è evidentemente una persona che soffre di questa situazione e la condanna non gli ha fatto solo perdere il lavoro ma anche la dignità e il futuro. Una storia si cui riflettere.
                                      
Luca Craia


Manifestazione per i terremotati: il Sindaco di Visso non ci sarà. E fa bene.



Il Sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, ha deciso di non partecipare alla manifestazione del 2 febbraio a Roma. È una manifestazione popolare per rivendicare quanto finora negato o, quantomeno, non fornito in termini di aiuti e sostegno alle città colpite dal terremoto ed è legittima e legittimata dallo stato reale di abbandono in cui vaste aree e tanti cittadini ancora versano dopo gli ultimi eventi sismici. Ci sono ritardi notevolissimi, inceppamenti della macchina burocratica, e a farne le spese, come sempre, sono i cittadini e le attività economiche.
Pazzaglini, nel suo ruolo istituzionale, fa un ragionamento ineccepibile: “chi ha un ruolo istituzionale deve scendere in piazza solo quando non ha altra possibilità, quando ha esaurito le "vie formali" e non gli rimane altra possibilità. Fino ad allora ha il dovere, anche morale, di impegnarsi per le sue persone ma deve farlo seguendo la strada istituzionale”. E bisogna riconoscergli che l’impegno istituzionale lo sta davvero mettendo, per cui credo sia lodevole questo suo distacco istituzionale da quella che è la rivendicazione popolare pur condividendone gli intenti. In questo modo si potrà avere una doppia azione: quella dell’istanza che viene dalla gente e quella dell’azione dell’ente Comune che, in quanto istituzione, dovrebbe avere un canale di dialogo privilegiato con lo Stato e chi lo rappresenta in questa emergenza.
La decisione di Pazzaglini, comunque, nulla toglie in termini di forza ed efficacia alla manifestazione del 2 febbraio. È però importante che questa sia partecipata e propositiva. La situazione della zona montana è un problema per tutto il Paese, non solo per chi ci vive e opera, e sarebbe auspicabile una partecipazione massiccia non solo di terremotati. Occorre tenere accesi i riflettori e viva l’attenzione sul problema.
                                      
Luca Craia

Regolamento case popolari. Antonelli è solo. E si convoca un Consiglio strano.



Nei giorni scorsi, mantenendo fede alla promessa fatta qualche tempo fa, il Presidente del Consiglio Comunale, Walter Antonelli è tornato sulla questione della riforma del regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari, necessaria per riequilibrare dei criteri decisamente sbilanciati a sfavore dei cittadini italiani, inviando una missiva ai colleghi consiglieri per chiedere la costituzione di un tavolo di discussione. La risposta, a dire il vero, è stata tiepida, nel senso che tutti hanno lasciato la palla in mano ad Antonelli attendendo sue iniziative ma, comunque, dando disponibilità per un confronto sul tema.
In suo soccorso, come era lecito aspettarsi visti i rapporti a dir poco rugginosi, non è venuta la sua maggioranza. A quanto si apprende, nella riunione dei Capigruppo tenutasi due giorni fa, la proposta di Antonelli è stata trattata con una sorta di “armiamoci e partite” o, meglio, un “armati e parti”. In sostanza è stato chiesto al Presidente di elaborare una proposta che, semmai, verrà valutata. Neanche fosse un membro della minoranza. Antonelli è solo.
Nella stessa riunione dell’altro giorno si è stabilito l’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Comunale, fissata per mercoledì 1 febbraio in prima convocazione e venerdì 3 febbraio in seconda, sempre alle 19,30. Si tratta di un ordine del giorno strano, con tre soli punti che non suscitano nemmeno tanto interesse: oltre alle rituali “comunicazioni”, si parlerà del regolamento per la rottamazione delle cartelle e di una variante al PRG. A meno che le comunicazioni non presentino qualche succosa sorpresa, alle 20,30 presumibilmente i Consiglieri potranno andare a cenare con tutta tranquillità. Qualche punto in più si poteva inserire.
Ribadita, invece, la volontà di convocare un Consiglio Comunale aperto sulla crisi della calzatura. Anche qui c’è qualcosa di anomalo, sia perché il Consiglio è stato chiesto e voluto da quella CGIL che tanto potere esercita sui nostri amministratori, sia perché non ne si capisce l’utilità. Sarà forse l’occasione per qualche imprenditore per presentare pubblicamente delle lamentele sullo stato delle zone industriali ma, in fatto di iniziative realmente importanti a sostegno del nostro comparto industriale, non credo che la strada sia un consiglio comunale convocato dalla CGIL. Si poteva fare molto prima, si potrebbe fare molto adesso, ma le iniziative di facciata come queste fanno più danno che altro.
                                      
Luca Craia