mercoledì 13 luglio 2016

E a Fermo concerti a raffica per l’Italia



A Fermo non smontano il palco. Vi saranno tutti, cantanti e intellettuali del PD, presidenti di Provincia, Regione, Camera, Senato e Base Luna. Domani ci sarà un altro grande concerto in onore dei suicidi vittime della crisi, degli esodati che non si ammazzano perché sono troppo disperati anche per ammazzarsi. Un concerto per i padri di famiglia in cassa integrazione a zero ore, per i padri divorziati rimasti senza lavoro. Un concerto per il pensionato che deve fare la tac ma non se la può permettere e la mutua glie la fa fare dopo che è morto. Un concerto per i giovani maturati la scorsa settimana che davanti hanno uno splendido futuro fatto di un cazzo di niente. Un concerto per i laureati che vanno in Germania a cercare dignità più che lavoro. Un concerto per i cinquantenni senza lavoro e prospettive. Un concerto per chi muore in un treno perché mezzi di sicurezza moderni non ce li possiamo permettere, dobbiamo dare soldi ai vari Don Vinicio o Don Raffè di Deandreiana memoria. Un concerto per i Carabinieri e i Poliziotti che si fanno ammazzare per poco più di 1000 €. Un concerto su un'altra salma: quella della nostra povera Italia. Un concerto per gli Italiani vittime del buon pensiero, dei buoni pronti a scarnificare i cattivi rei di non pensarla come loro. Domani sarà più bello. Sarebbe più bello. Se fosse vero.

Luca Craia


lunedì 11 luglio 2016

Di Ruscio non ci sta e difende Fermo

Pubblico integralmente l'accorata difesa di Fermo e del Fermano del suo ex Sindaco, Saturnino Di Ruscio, perché credo sia necessario ristabilire l'equilibrio che la bruttissima vicenda dell'omicidio di Fermo ha spostato, dando una immeritata immagine negativa alla città, alla sua gente e a tutto il territorio

Provo dolore e rabbia per quello che sta accadendo a Fermo, dolore per la famiglia nigeriana rabbia per tutto quello che ci è stato costruito intorno. Sono dirigente comunale a Fermo da 32 anni, sono stato sindaco della città per 10 anni, consigliere provinciale per 5,  nel cda della società che editava la Voce delle Marche, giornale diocesano. Ritengo di avere una certa esperienza  e  conoscenza della città di Fermo. E per questo dico basta:
Fermo non è città razzista, tutt’altro, storicamente accoglieva i giovani dell’altra sponda dell’ Adriatico per lo studio (collegio illirico). La cultura del confronto e dell`accoglienza fa parte della nostra tradizione storica. Nella nostra prestigiosa Sala dei  Ritratti accanto alle grandi personalità vi è il ritratto dell’eroe nazionale albanese Skandemberg.  Nei miei 10 anni da sindaco abbiamo stretto gemellaggi con alcune città anche  albanesi come Berat: ho ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Lac e ne sono orgoglioso perché in molte occasioni mi hanno fatto sentire la loro vicinanza e rispetto per l’istituzione che rappresentavo. Abbiamo intitolato una piazza al loro eroe nazionale ed ogni anno si festeggia la loro liberazione. Ricordo le partite di calcetto con le diverse comunità extracomunitarie ed in una occasione, contro la Costa d’Avorio, un bambino di cinque-sei anni di colore si avvicinò al padre e chiese “Papà me compri le nucelle?”. Anche se aveva la pelle di altro colore era più fermano di me! Fermo ha ospitato meeting di altissimo livello con membri della Commissione Europea, membri della comunità islamica e ebraica  sul dialogo interculturale e con referenti nazionali cattolici per l`accoglienza ai migranti.  Tante  le manifestazioni ed i progetti promossi per favorire l`accoglienza e l`integrazione culturale  tra cui lo Sportello Immigrati, “Migrando”, “Minimigrando”, mostre, cene etniche, conferenze e dibattiti per conoscere la cultura degli immigrati, iniziative come “domenica al museo con armonia ” per far conoscere e rendere accessibile in maniera gratuita agli immigrati ed alle loro famiglie  il nostro patrimonio culturale, festa etnica a Lido Tre Archi,  corsi gratuiti d’italiano per stranieri, tornei di calcetto multietnico, rassegne musicali “Viaggio musicale tra Oriente ed Occidente” nel segno dell`universalità del linguaggio musicale e della sua capacità di unire i popoli, mostre fotografiche come “Abito: la casa come costume e tradizione” per capire come vivono gli immigrati nel nostro Paese. Ogni anno con la scuola media Betti, proprio per educare i giovani,  si organizza(va?) la festa della mondialità “Noi Cittadini del Mondo” con il coinvolgimento di oltre 10 associazioni di immigrati, con stand gastronomici, balli, danze, canti di scuole e delle comunità estere.  Sono stati avviati progetti con il ministero della cooperazione internazionale estera ed interventi urbanistici per il centro storico di Berat (città patrimonio dell’umanità).
L’attività è stata così intensa su questo fronte che la città ha ricevuto il prestigioso premio  europeo come seconda città d’ Italia per il dialogo interculturale. I servizi sociali comunali e di Ambito hanno promosso innumerevoli iniziative per avvicinare e integrare le tante comunità presenti nella nostra citta’. Il  motto era conoscere il valore aggiunto della diversità come risorsa e non come “problema”.
La città di Fermo ha sostenuto e sostiene iniziative di varie comunità per azioni di sostegno in Brasile, in Africa ed in altre realtà. Medici fermani operano volontariamente in africa, altri privati cittadini hanno costruito scuole e ospedali in varie parti (Nigeria, Kenia, Zambia, ecc.) e molte famiglie, più di quante possiamo pensare, sostengono importanti comunità aiutando famiglie africane, brasiliane, indiane ecc.  Tutto avviene  in modo silenzioso,  senza clamore come è la vera beneficenza. Molti giovani fermani passano le loro vacanze a lavorare nelle Favelas brasiliane e prestano la loro qualificata attività in ospedali in Africa e non so in quante altre parti del mondo. Tantissime le adozioni a distanza.
Questa è la città di Fermo e non quella descritta da giornali, radio, televisioni, politici, politicanti, sacerdoti, scrittori, opinionisti molti dei quali non sanno nemmeno dove si trova la città di Fermo nella cartina geografica. Ancor peggio quei fermani che l’hanno buttata in politica come se la delinquenza fosse prerogativa di una parte politica, la destra, o  sullo sport come se gli ultras fermani fossero tutti malviventi, speculando sulla vicenda. Chi vuole veramente fare qualcosa, aiuti le famiglie in difficoltà, operando in silenzio e con riservatezza.
Nessuno però ha affrontato il vero problema. Fermo non ha difficoltà ad integrare le varie comunità, la storia millenaria e recente ce lo insegna (nell’anno 2010 il 10% della popolazione residente era straniera) . Ma tutto è avvenuto in tempi e situazioni economiche diverse. Con la crisi economica, oggi le famiglie versano in difficoltà, i nuovi massicci arrivi vengono visti come  forieri di persone che vengono a vivere alle nostre spalle: “se ne vanno in giro tutto il giorno  con cuffiette e cellulari  a bighellonare”. E` questa l`immagine che molti  fermani percepiscono,  se ne lamentano. Si ha quasi l`impressione che vengano trattati meglio di loro cittadini che con sacrificio pagano le tasse e a volte non arrivano a fine mese. E c`è chi specula anche su questi arrivi. Allora il vero problema è che il problema non è stato gestito. Nessuno ha pensato a come integrarli, ad organizzare iniziative per rendere partecipe la comunità locale dei loro problemi. Nessuno si preoccupa dei 5000 bambini che ogni anno scompaiono per traffico d’organi, si, qui in Italia e sono tutti arrivati con i barconi.  Nessuno si preoccupa di spiegare ai cittadini cosa sta realmente avvenendo a livello internazionale e mondiale per cui si assiste a questo fenomeno migratorio,  senza precedenti: le guerre di religione in corso, gli equilibri politici fragilissimi in certe nazioni  africane ed orientali, le ragioni economiche dietro a tutto questo. Certamente il quadro è estremamente complesso  e non facilmente semplificabile ma cio` non esclude la necessità di informare e trovare insieme  alla cittadinanza il modo di convivere.
Ci si preoccupa più di accoglierli  per le 32 euro al giorno, questo è il messaggio che passa. Allora  più che gridare al razzismo e speculare su vicende umane drammatiche, sarebbe il caso che ciascuno facesse la sua parte. A partire dalla politica, dalla chiesa, da tutte le istituzioni pubbliche e private  ciascuno secondo la propria competenza e sfera di azione. I processi ormai sono prima mediatici che giudiziari. Lasciamo fare alla magistratura il suo lavoro senza pressioni mediatiche e nel frattempo, oltre ad osservare  un silenzioso rispetto per l`intera vicenda, impegniamoci ciascuno senza tanti clamori e grancasse, nella costruzione di solidarietà vera. 
Purtroppo è sempre più vera l’affermazione del filosofo Umberto Galimberti che siamo passati dalla società dell’Essere, a quella dell’Avere ed oggi a quella dell’Apparire a cui nessuno sembra sfuggire!
Saturnino Di Ruscio, già sindaco della Città di Fermo

Case popolari: nuove assegnazioni in arrivo ma i regolamenti non si toccano



C’è un silenzio assordante sull’argomento “case popolari”, che pure pochi mesi fa aveva fatto clamore, smosso l’opinione pubblica e mobilitato cariche istituzionale e partiti politici. Oggi invece non parla nessuno. Forse è la paura di essere indicati come razzisti, visto il clima a dir poco teso dove basta una parola fuori dal coro per essere accusati di squadrismo xenofobo e anche peggio.
Fatto sta che il problema esiste ed è serio. È evidente che gli attuali regolamenti siano fortemente sbilanciati e che favoriscano gli stranieri piuttosto che gli Italiani: le ultime unità abitative assegnate sono state tutte consegnate a extracomunitari. Non esiste un criterio che, ad esempio, attribuisca maggior punteggio in base a quanto si è contribuito alla spesa sociale, pagando le tasse in Italia. I cittadini italiani sono penalizzati dal meccanismo del reddito Isee per vari motivi, dalla minor presenza di figli all’avere qualche risparmio sudato da parte. Sarebbe opportuno introdurre dei meccanismi che possano riequilibrare l’assegnazione, in modo che l’edilizia popolare non sia destinata in via esclusiva agli stranieri come avviene ora.
Sono questi gli squilibri che danno alla gente la percezione dell’ingiustizia, percezione motivata e concreta che rischia di sfociare in xenofobia e violenza. È importante, quindi, fare attenzione a questi rami di welfare sia per una questione di giustizie ed equità sia per mantenere una pace sociale sempre più a rischio.
A Montegranaro, dopo le richieste del Presidente del Consiglio Antonelli e di Fratelli d’Italia, il Sindaco aveva risposto che non c’erano assegnazioni di case popolari in vista, per cui non era necessario mettere mano ai regolamenti in questo momento. Il Sindaco non sapeva che, invece, da lì a breve si sarebbe dovuto procedere all’assegnazione di nuovi alloggi, come attestato dalla Determina n. 77 del 21/04/16 (stranamente pubblicata sull’Albo Pretorio solo a luglio) che ordina dei lavori di manutenzione proprio in vista dell’assegnazione delle case. Poco importa se il Sindaco parlasse di cose che ignorava o che mentisse, fatto sta che il problema c’è e va affrontato con urgenza. Ma, a quanto pare, non interessa più nessuno.

Luca Craia

Favolare aiuta l’Abbraccio e tutti insieme aiutano la vita. Spettacolo a Porto San Giorgio.



Ricevo e pubblico volentieri.

Domenica 17 luglio alle 21,15 a Porto San Giorgio, presso il Cortile Bazzani, l’Associazione di Volontariato FAVOLARE in collaborazione con l’AVIS di Porto San Giorgio e il patrocinio del Comune di Porto San Giorgio presenta il musical ACCENDIAMO LA LAMPADA spettacolo liberamente tratto dall’omonima commedia scritta da Pietro Garinei.
Oggi questo musical dai colori orientali rivive nell’appassionata interpretazione di un gruppo di volontari, che hanno curato l’arrangiamento musicale, la realizzazione dei costumi e delle scenografie. Sulla scena si alternano circa 80 persone, bambini, giovani, adulti che si sono messi in gioco nel tentativo di comunicare attraverso la recitazione, la danza e il canto il messaggio e il senso della reciprocità e del sorriso.
L’intero incasso verrà devoluto alla nostra Associazione.
Cogliamo perciò questa meravigliosa occasione per ringraziare, per esserci, e per trascorrere una piacevolissima serata insieme all’insegna del divertimento e della solidarietà.
Nella vita come nello spettacolo, la lampada magica che realizza i sogni non esiste: la lampada è dentro ognuno di noi…” all’improvviso se un sorriso gli occhi ti spalancherà, la notte se ne andrà!”
VI ASPETTIAMO!!!!!!!!!!

L'Abbraccio onlus pro Hospice Montegranaro