lunedì 11 luglio 2016

Finalmente si cambiano le lampadine. Ma il centro storico resta al buio.



È dalle piccole cose che ti rendo conto della considerazione che si ha di te. Sono i piccoli gesti, le piccole attenzioni che ti danno il segnale di quanto di te interessi. I cittadini del centro storico di Montegranaro stanno raccogliendo segnali continui, e lo fanno da anni, del fatto che, a parte le chiacchiere sconclusionate dei politici, fatte di promesse elettorali e idee talmente poco chiare da chiamare centro storico zone che sono ben fuori dalle mura castellane, in sostanza del centro storico non freghi niente a nessuno.
Ultimo segnale inequivocabile di quanto all’Amministrazione Mancini interessi poco del paese antico arriva dalla decisione, benedetta in realtà, di cambiare le tante, troppe lampadine della pubblica illuminazione che non funzionano. E vedi l’elenco delle vie interessate e scopri che non ce ne è una del centro storico. Eppure le vie vecchie sono affette da scurite acuta e cronica da tempo immemorabile. Piazzale Leopardi, per esempio, dove hanno sede diverse associazioni ma dove si apre anche il portone delle case popolari realizzate nell’ospedale vecchio, è quasi completamente al buio. Ma di riaccenderne le luci non si parla. Eppure l’assessore Basso, un anno e mezzo fa, mi disse che avrebbe provveduto, senza specificare quando, ben inteso.
Diciamo che, almeno, al buio le zozzure, i ruderi, l’abbandono e l’incuria si vedono meno e forse è meglio lasciare che le ombre nascondano questa vergogna infinita. Ma noi lo sappiamo che c’è.

Luca Craia


domenica 10 luglio 2016

Oggi ho incontrato Gesù



Gesù, chi crede, lo incontra per strada, nei luoghi di lavoro, nei pub, nei ristoranti, in discoteca, tra le prostitute, tra la povera gente. Io ho incontrato Gesù sui social network. Era arrabbiatissimo, mi verrebbe da dire che era incazzato nero, non fosse una specie di blasfemia usare termini così turpi. Però sono molto esplicativi.
Chi conosce il Vangelo, non a memoria perché non è richiesto, ricorderà l’umanissimo Gesù che si arrabbia (incazza) e spacca tutto davanti il Tempio di Gerusalemme. È il mio momento del Vangelo preferito, il momento il cui il mio Dio, fatto Uomo, è veramente uomo al 100% e cede all’ira, come purtroppo io, fallacissimo cristiano, faccio troppo spesso. Gesù vede il mercimonio fatto in nome di Dio e spacca tutto. Letteralmente.
Oggi ho visto Gesù, che ormai ci ha lasciati liberi nel nostro arbitrio, davanti al tempio. Il tempio, il Duomo di Fermo, era ingombro di bancherelle. C’erano mercanti provenienti da ogni dove ma, soprattutto, da Roma, dove i mercanti fanno gli affari più ghiotti. E c’erano grandi sacerdoti, padroni di grandi risorse che sarebbero di nostro Santa Madre Chiesa ma sono ad uso di altri, e c’erano grandi mercanti offerenti la loro merce perigliosa, grandi meretrici a mercificare sorrisi e pesi sociali e politici. Una fiera davanti e dentro il tempio, benedetta da nostra Santa Romana Chiesa, con tanto di mercanti in prima fila davanti all’Altare di Dio e con celebranti riti pagani in veste cristiana proni, come nella distrutta Sodoma, a cercare favori.
Gesù era infuriato. Avrebbe voluto spaccare tutto, come fece un paio di migliaio di anni fa. Ma non poteva perché ora siamo noi a prendere esempio e agire. Ma non agiva nessuno. Non c’era un cristiano indignato da questo mercimonio. Non c’era un prete che fosse pronto a spaccare tutto. Non cera ministro di Dio sul sagrato a rompere tutto, a sfasciare il mercato. C’erano un sacco di farisei, di ignavi, di muratori pronti ad erigere un nuovo sepolcro imbiancato, benedetto dal Vescovo col silenzio del Papa.
Io, cristiano praticante poco e male, peccatore impenitente talvolta pentito, ma convinto che Vangelo è lezione di vita prima che precetto religioso, ho sodalizzato con quel Gesù arrabbiatissimo. Avrei voluto spaccare tutto per lui ma non ho potuto e non posso, non ho potuto e non potrò. Non potrò perché non c’ero. Non potrò perché i tanti preti buoni, e anche quelli meno buoni, non hanno le braccia e la rabbia di quel Gesù che spaccò tutto. E quel Gesù che ho visto, probabilmente sognato tra i fumi di un dopopranzo accaldato di mezzo luglio, era molto rattristato. E io non ho potuto alleviarne il dolore.

Luca Craia

Il Comune appalta la manutenzione dei giardini pubblici.


Giardini pubblici a Villa Luciani

Montegranaro non ha moltissima giardini pubblici ma quei pochi che soffrono di una atavica mancanza di manutenzione dovuta soprattutto alla carenza di personale specializzato ma anche alla mancanza di una programmazione per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione di un paese. Finalmente, dopo due anni abbondanti di libera crescita per erbacce e affini, il Comune ha deciso di esternalizzare il servizio di manutenzione dei giardini pubblici indicendo una gara di appalto con asta al massimo ribasso tramite la quale trovare una ditta esterna che si occuperà per l’anno venturo di tenere in ordine il verde pubblico.
Il valore complessivo dell’appalto è di € 10.370,00 comprensivo di IVA e costi di sicurezza. Ovviamente si spera di risparmiare tramite il meccanismo del ribasso. Per partecipare bisogna collegarsi al sito www.acquistiretepa.it e scaricare la modulistica.
Il problema del verde pubblico è molto sentito dai Montegranaresi che da tempo segnalano al Comune, anche grazie a questa pagina, situazioni di degrado molto serie. Questa potrebbe essere la soluzione al problema e a Montegranaro sono in molti ad augurarselo, visto che ultimamente è diventato quasi impossibile accedere a molti dei giardini pubblici più periferici. Poi vedremo cosa accadrà per il verde pubblico spontaneo del centro storico e di altre zone lasciate al degrado.

Luca Craia