lunedì 23 maggio 2016

La partecipazione: quella elettorale e quella reale



I programmi elettorali, in genere, sono cosa effimera. Sono una montagna di carta stampata destinata a vita breve, quei 15/20 giorni che precedono le elezioni, per poi finire velocemente nel cestino della cartaccia. Generalmente vengono dimenticati, ne rimangono echi distorti dalla memoria, ogni tanto qualcuno ne tira fuori brandelli, stralci, li cita ma, il più delle volta, si preferisce fare affidamento sull’oblio perché, si sa, il programma elettorale non è fatto per essere rispettato.
L’Amministrazione Comunale di Montegranaro ogni tanto parla del programma. Lo fa quando deve giustificare scelte altrimenti difficili da spiegare. Ad esempio l’andare avanti a testa bassa sulla questione del rifacimento di viale Gramsci, nonostante la sostanziale contrarietà di operatori economici e cittadini, viene motivata con la necessità di seguire coerentemente il programma. E, in effetti, nel programma c’è scritto che questo intervento sarebbe stato fatto, così come ci sono scritte un sacco di altre cose che, invece, non sono state ancora realizzate e difficilmente lo saranno prima della scadenza della consiliatura.
La mia copia del programma è ben conservata e ogni tanto me la vado a rileggere. Così vedremo, passo passo, come e quanto si rispetta del programma elettorale. Ora vorrei soffermarmi sul tema della partecipazione. Sotto vi metto un’immagine di quanto scritto nel documento elettorale di Montegranaro Riparti.



Analizziamo:
- Primo punto e secondo punto: non vedo questa comunicazione puntuale, non vedo meccanismi di coinvolgimento del cittadino, dall’albo pretorio sono state persino tolte le determinazioni.
- Terzo punto: il sito web è rimasto tale e quale, con la differenza che ora possiamo leggerci direttamente la pagina Facebook. Non ci sono servizi essenziali, non c’è uno stradario, non c’è il numero verde per i rifiuti, non c’è nemmeno la possibilità di mandare una e-mail al Sindaco.
- Quarto punto: comitati di quartiere. Ci sono i Cinquestelle che spingono su questo punto da mesi ma non pare proprio che esista la possibilità che vengano istituiti. E si governa già da due anni. Nel caso, quando li istituiamo? A ridosso delle elezioni?
- Quinto punto: non sono a conoscenza di incontri periodici o sporadico con associazioni, scuola o rappresentanti di categoria. Mi saranno sfuggiti.
Quindi: la partecipazione era in programma ma non c’è nella realtà. Viale Gramsci, invece…

Luca Craia

L’imprenditore dona per la cultura. E il Comune che c’entra?



Credo siano stati in molti a domandarselo e molti hanno girato la domanda a me, così a mia volta la giro a chi legge così, tanto per ragionare sul modo di fare imperante a Montegranaro. Il fatto: la Finproject dona 2600 Euro, ripartiti in parti uguali, a due importanti associazioni, la Banda Omero Ruggieri e gli Amici della Musica. È una gran bella cosa, lodevole, da evidenziare. In particolare la Banda ha molto bisogno del sostegno dei Montegranaresi e spero che questo gesto sia il primo di una serie che aiuti l’associazione musicale che educa alla musica tanti giovani a crescere e andare avanti.
Quindi i soggetti interessati da questa vicenda sono tre: l’imprenditore e le due associazioni. E il Sindaco, il vicesindaco e l’assessore alla cultura che c’entrano? Sappiamo bene che a loro piace molto farsi ritrarre in foto, sappiamo altrettanto bene che, visto che pagano un addetto alla comunicazione, tanto vale farlo lavorare, ma perché attaccarsi al petto pure questa medaglia per la quale non si ravvedono meriti?
Però è così che funziona e questo è solo l’ultimo esempio di come i nostri amministratori siano abili col gioco delle medaglie degli altri. Ne hanno una cassa piena: una stagione culturale della quale si vantano ma realizzata interamente con gli sforzi e il lavoro delle associazioni (a meno che non vogliamo considerare cultura il cabaret fatto in teatro); una chiesa dei SS.Filippo e Giacomo restaurata e riaperta con l’impegno e i soldi della sola Parrocchia ma della quale ci si vanta come se fosse un obiettivo raggiunto dall’amministrazione comunale; successi sportivi ottenuti grazie al Comune, lavori fatti da Provincia o Regione ma dei quali ci si vanta senza problemi. Niente di stupefacente insomma.
Ma la gente non è così intontita e se ne accorge.


Luca Craia