Dopo Luca Craia e la Signorina
Amici, anche città vecchia, scopre che il centro storico della città, versa in
condizioni deprecabili, sia dal punto di vista della manutenzione ordinaria che
in quella straordinaria, e pertanto muniti di proiettore hanno evocato il fantasma
dell'assessore Beverati il quale dopo aver assistito alle proiezioni
sollecitato probabilmente da quell'aria di sinistra che si respirava a pieni polmoni
si è reso conto che quello che da tempo leggeva sull'Ape Ronza corrisponde al
vero. Quindi ha tirato fuori dal cilindro per l’ennesima volta la casa venduta
a 1 da ristrutturare in 3 anni. Non ci è dato sapere come si ristrutturerà
l'importante che si ristrutturi, magari tinteggiando gli esterni con un bel
giallo meglio ancora se fosse arcobaleno con prevalenza di rosso. Per quanto
riguarda le manutenzioni e la pulizia si è convenuto che ci vorrà tempo, che
rappresenta il comune denominatore del degrado del centro storico, cioè è da
tanto tempo che non si fa nulla.
venerdì 11 marzo 2016
Beverati il machiavellico
Lo avevo sottovalutato, lo devo ammettere. Credevo che avesse perso
parecchi colpi ultimamente e che la sua azione politica si fosse affievolita di
molto, tanto da pesare quasi niente in seno alla sua maggioranza; e invece
Beverati mi stupisce con effetti speciali degni di Telefunken. L’operazione
messa a segno con il comunicato congiunto Comune-Città Vecchia è un autentico
capolavoro politico, una perla di strategia.
Beverati recupera i rapporti con una delle associazioni più importanti
e corpose del panorama montegranarese e ricuce uno strappo che pareva
irrecuperabile fino a poche settimane fa. Un’operazione brillante di marketing
politico che fa guadagnare all’amministrazione Mancini un botto di punti in un
colpo solo. Un’operazione che, oltretutto, accontenta i dissidenti di Città
Vecchia vicini all'amministrazione comunale che erano fuoriusciti, riaprendo la porta per un eventuale loro rientro.
Ma c’è di più: fa la pace con quella parte del PD, che da sempre siede
al vertice dell’associazione, che s’era scansata e s’era posta in un
atteggiamento fortemente critico nei confronti della sua segreteria e dell’amministrazione
comunale. E riesce a fare tutto questo in contemporanea con la presa di
posizione del suo Sindaco contro l’Ente Presepe, sottolineando una certa
distanza tra le associazioni che lo compongono. Un’opera di eccellenza politica
di rara finezza.
C’è solo un piccolo dettaglio: manca ancora il progetto per il centro
storico. Ancora si parla di case a un Euro come la soluzione quando, dopo due
anni, se ne è “venduta” solo una. Si parla di pulizia che finalmente arriverà
ma si sapeva già perché era nel contratto dell’appalto per l’immondizia. Si
parla di monitoraggi e stupidaggini varie quando il centro storico non figura
nel piano delle opere pubbliche e non c’è un centesimo destinato al paese
antico. Si parla ancora, udite udite, di viale Gramsci indicandolo come parte
del problema, denunciando così un’idea molto confusa persino del concetto
stesso di centro storico. Insomma, la solita fuffa, ma condita molto bene. Che
dire: complimenti.
Luca Craia
giovedì 10 marzo 2016
Gli scolari scappano a Torre ma il Sindaco è tranquillo.
Come farà la nostra Sindaco a dirsi tranquilla sulla situazione
scolastica montegranarese Dio solo lo sa. Eppure è un’insegnate e dovrebbe ben conoscere
le dinamiche della scuola. Dovrebbe quindi preoccuparsi, come sono preoccupate
molte sue colleghe che ancora fanno il loro mestiere, del fatto che molti
bambini montegranaresi vadano a iscriversi altrove. Dovrebbe preoccuparsi se
Monte San Pietrangeli sembra decidere per lasciare l’IC montegranarese per
legarsi a quello di Monte Urano. Siamo autosufficienti, è vero, ma i segnali
sono tutt’altro che tranquillizzanti e se la gente va altrove un motivo ci
sarà. La nostra maestra-sindaco, quindi, piuttosto che dichiararsi tranquilla
sul giornale, meglio farebbe a capire e spiegare i motivi dell’esodo e, magari,
a dirci come vuole porvi rimedio. Perché il rischio, alla fine, è che questa
nostra autosufficienza non durerà in eterno, e forse nemmeno a lungo, andando
così le cose.
Luca Craia
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