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sabato 3 settembre 2016

E se succedesse a Montegranaro?



Io credo che, come diceva un noto slogan di qualche anno fa caduto in disuso perche oggi il concetto costerebbe troppo allo Stato, “prevenire è meglio che curare”. Vale per tutto, dalle malattie alle carognate della gente. Vale anche per il terremoto. Credo che un Comune dovrebbe sapere cosa accadrebbe al suo incasato se si verificasse un evento sismico severo (oggi va di moda dire così, mi adeguo) come quello di Amatrice.
Cosa accadrebbe a Montegranaro con un terremoto del 6° grado della scala Richter? Non voglio un dato certo, mi basta una stima approssimativa. Cosa accadrebbe al nostro disastrato centro storico? Quante e quali case rimarrebbero in piedi? E cosa accadrebbe al paese meno vecchio ma ormai invecchiato, tutto quel tratto urbano cresciuto disordinatamente dagli anni ’50 agli anni ’80? E le nuove abitazioni antisismiche? Reggerebbero? Quanti danni? Quanto morti?
Credo che i dati sarebbero allarmanti, forse peggio che allarmanti. Ma la mia è una supposizione. Sarebbe apprezzabile avere uno studio scientifico piuttosto che supposizioni. Ma da chi non si è nemmeno preso la briga di mettere in sicurezza la torre del Municipio, che è tutta spaccata dopo l’ultimo sisma, ti puoi aspettare la prevenzione?

Luca Craia

giovedì 11 settembre 2014

L’Università di Chieti studia Sant’Ugo



Abbiamo ricevuto oggi in Sant’Ugo una delegazione dell’Università di Chieti, Lettere Arti e Scienze Sociali, venuta ad effettuare uno studio sull’architettura e sugli affreschi contenuti nella chiesa, costituita dal dottor Marco D’Attanasio, ricercatore di Storia dell’Arte e di Storia dell’Arte Medievale, e dal professor Alessandro Tomei, ordinario di Storia dell’Arte Medievale, esimio studioso e autore di numerose pubblicazioni tra le quali ricordiamo “Materia e colore nella scultura lignea medievale” e “I pannelli dell’Apocalisse di Stoccarda e altre visioni angioine”.
I due studiosi stanno conducendo un lavoro sugli affreschi medievali nell’area marchigiana-abruzzese, incentrato, appunto, sul ciclo più antico di Sant’Ugo che porterà presto ad una specifica pubblicazione per mano di Marco D’Attanasio. Nel corso del sopralluogo hanno approfondito la conoscenza degli antichi dipinti, procurandosi ingente materiale fotografico che servirà anche per future consulenze anche da un punto di vista paleografico per via delle interessantissime iscrizioni presenti negli affreschi.
La collaborazione tra gli studiosi e l’Associazione Arkeo è partita da tempo, con scambio frequente e continuo di informazioni, ed è motivo di orgoglio aver intessuto legami culturali di questo livello che servono a conoscere e far conoscere Montegranaro da un punto di vista culturale, vista l’enorme importanza storica e artistica che la stessa Sant’Ugo ricopre, testimoniata anche oggi dai due studiosi che abbiamo accompagnato e coadiuvato.

Luca Craia