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martedì 8 marzo 2016

Strettoia di Porta Romana, quando la maleducazione diventa pericolosa



Volevo raccontarvi quanto mi è accaduto poco fa e, con questo, tornare sull’argomento della disciplina stradale, dei pericoli che vi sono connessi e di come ovviare. Il fatto: scendo da casa mia, nel centro storico di Montegranaro, e attendo il verde al semaforo che regola il traffico nella strettoia di Porta Romana. Al verde parto e, da via Elpidiense Nord, mi arriva addosso, per fortuna frenando in tempo, un ragazzino alla guida di un furgone che consegna patatine ai bar. Dietro di lui altre due macchine, tutte passate col rosso. Alle mie proteste quello risponde che sono passato io col rosso. Io replico che avrei chiamato i Carabinieri e lui mi fa, tranquillo tranquillo: qua siamo in tre, tu stai da solo, a chi vuoi che diano retta?
Questo è un costume quotidiano in quell’incrocio. Il semaforo è un accessorio che si può anche ignorare. Capitasse un incidente è sempre la mia parola contro la tua e, come in questo caso, potrebbe facilmente risultare più credibile il falso. Il pericolo c’è, perché non sempre le velocità consentono di fermarsi tempestivamente, tanto che di incidenti se ne sono verificati tanti.
Come si fa a ovviare? Facile, si educa la gente. Per farlo è indispensabile il controllo e la sanzione. Siamo diventati il paese delle telecamere. Mettiamo anche i semafori dotati di telecamere, quelle che ti fanno la foto quando passi col rosso. Si ripagano da sole e, vista la maleducazione imperante, in poco tempo. Così la gente imparerà a rispettare la legge e il prossimo mentre il Comune, magari, si ritroverà qualche solod in più da investire in sicurezza stradale. Ci vuole tanto?

Luca Craia