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lunedì 25 gennaio 2016

Il Labirinto vince il Carnevale di Trodica di Morrovalle



Ancora l’associazionismo montegranarese protagonista nel dare lustro al nostro paese: la Libera Comunità Il Labirinto, col suo carro realizzato sul tema dei Pirati dei Caraibi, ha vinto la trentesima edizione del Carnevale di Trodica di Morrovalle. I miei complimenti agli amici del Labirinto sia per il premio che per l’impegno e la passione che mettono in tutto ciò che fanno. Questa è la Montegranaro che ci piace.

Luca Craia




lunedì 3 marzo 2014

Il coordinamento delle associazioni non funziona



Ne parliamo ormai da talmente tanto tempo che pare incredibile come ancora non si riesca ad impostare un coordinamento serio delle attività culturali da parte delle associazioni che operano sul territorio. Eppure, dopo in Presepe Vivente, riuscitissimo, per carità, ma per il quale sono state coinvolte solo alcune associazioni piuttosto che altre su base squisitamente discrezionale, ora ci troviamo a guardare un carnevale organizzato dall’ufficio cultura del Comune coinvolgendo alcune associazioni e altre no. Capita quindi che, nella stessa data, si verifichi un concerto organizzato dagli Amici della Musica, nel quale è inserita anche una esibizione della Banda Omero Ruggieri e, in centro, altre associazioni fanno festa.
Parlo per Arkeo, l’associazione che presiedo, e affermo che nessuno ci ha mai chiesto alcunché circa il carnevale, e so per certo che nemmeno la Banda né gli Amici della Musica sono stati consultati. È quindi evidente che il coordinamento, ancora una volta, non ha funzionato. Ne consegue che a Montegranaro non si riesce ad avere coralità nell’organizzazione delle manifestazioni e, cosa ancor più grave, gli accavallamenti degli eventi sulla stessa data continuano a verificarsi.
Eppure la Proloco c’è e funziona ed è proprio questo il ruolo principale che dovrebbe assumersi. Perché ciò non accada è un mistero. Basterebbe che ogni evento e ogni associazione che ne organizzi uno lo comunichi e lo faccia passare attraverso la Proloco, che poi a sua volta andrebbe ad interfacciarsi con l’ufficio cultura del Comune e i problemi sarebbero risolti senza troppe complicazioni. Perché non lo si fa? Che ci si guadagna con questo caos?

Luca Craia