lunedì 15 novembre 2021

Rapporto Caritas: la Chiesa il prima linea. Ma la situazione è preoccupante.

 

È stato pubblicato in questi giorni il rapporto annuale dell’attività della Caritas diocesana. Dai dati resi noti dall’organismo pastorale, oltre a rendere merito a questa grande realtà e evidenziarne l’importanza dell’azione sociale, disegnano una situazione economica piuttosto preoccupante. Nella Diocesi di Fermo, infatti, gli interventi a favore di situazioni di bisogno, nell’arco del 2020, sono stati 1812. Le comunità che hanno presentato più problemi sono Civitanova Marche, con 565 interventi, Fermo con 431 e Porto San Giorgio con 107. Il 44% delle persone che si sono rivolte alla Caritas per ottenere aiuto è italiano, il 15,12% marocchino, il 2.92% albanese. A livello diocesano sono state sostenute 91 famiglie col fondo affitti, a 12 persone è stato dato alloggio in appartamenti e 13 hanno usufruito del dormitorio.

Montegranaro è il quarto centro come numero di famiglie aiutate: sono ben 93 gli interventi, mentre sono 312 i pacchi alimentari consegnati per un totale di circa 100 quintali di alimenti. Sono anche state pagate 43 bollette di utenze. Anche a Montegranaro il 44% delle famiglie aiutate è italiano e addirittura delle 43 utenze pagate sono italiane il 68%. Una considerazione che va fatta riguarda l’orgoglio di tante famiglie che stentano a chiedere aiuto direttamente, altrimenti il dato sarebbe senz’altro più grave.

È una situazione preoccupante se non allarmante, perché mostra una realtà alla quale non siamo abituati e che, per quanto in parte attribuibile alla pandemia, è certamente anche dovuta alla profonda crisi economica dei settori produttivi peculiari del nostro territorio, quelli legati alla calzatura. Se uniamo questi dati a quelli provenienti dal fronte sicurezza e ordine pubblico, il quadro sociale che ne esce dovrebbe indurre a serie riflessioni chi ha la responsabilità di governare e amministrare il territorio. Se non si interviene subito, il futuro potrebbe riservarci dati ben peggiori con tutto quello che ne consegue.

È comunque d’obbligo ringraziare i volontari che davvero lavorano incessantemente e con un impegno inimmaginabile in quello che è davvero il primo aiuto al prossimo, un prossimo che non ha distinzioni di etnia e tanto meno di fede religiosa: la Caritas aiuta gli uomini nella loro essenza di esseri umani. E vorrei anche ricordare a tutti quelli che attaccano la Chiesa identificandola con il male che, in quanto organizzazione umana, è insito al suo interno, che anche la Caritas è Chiesa, è quella Chiesa che va in aiuto degli uomini senza chiedere nulla, una Chiesa che spesso si sostituisce allo Stato e a tanti di quelli che parlano di solidarietà e umanità sui social e restano seduti sul divano attaccando la Chiesa e i cattolici.

 

Luca Craia