sabato 16 ottobre 2021

L'Imam ha ragione. Bisogna lavorare sull'integrazione.

 

Ho molto apprezzato le parole dell'Imam di Montegranaro espresse ieri su La Provincia di Fermo.com a proposito dei gravi fatti di cronaca che hanno visto protagonisti tre ragazzi montegranaresi, di cui due di origini marocchine, di uno strano sequestro di persona.  L'Imam parla di integrazione e individua nei problemi a essa connessi la radice di quanto accaduto. E ha ragione: è proprio a causa della mancata integrazione di molti giovani stranieri di seconda generazione che si verificano episodi di criminalità dei quali l'ultimo è probabilmente quello più grave. Ed è proprio sull'integrazione di questi ragazzi ma soprattutto delle loro famiglie che occorre lavorare. E bisogna farlo insieme, istituzioni italiane e istituzioni interne alla comunità straniera.
C'è un enorme problema di ghettizzazione, in parte indotta e in parte spontanea, che va risolto. Gli errori del passato possono avere rimedio già riconoscendoli. I criteri di assegnazione degli alloggi popolari sono una delle cause principali della ghettizzazione che ha relegato masse di stranieri con situazioni di disagio economico e sociale all'interno di contesti urbani chiusi in se stessi impedendone l'integrazione con la comunità autoctona. E chi ha amministrato fino a oggi non ha mai voluto riconoscere e risolvere il problema. 
Ma va anche sottolineata la tendenza nella comunità straniera a chiudersi in se stessa. Sono rari gli episodi di rapporti sociali aperti con gli autoctoni, e non è sempre colpa di quest'ultimi, anzi. Lo sforzo, quindi, va compiuto da entrambe le comunità per far sì che non be vediamo più due distinte ma una unica.
E se l'istituzione italiana deve evitare in futuro di creare nuovi ghetti e nel presente cercare di sciogliere quelli esistenti, quella della comunità magrebina deve aprirsi, prendere iniziative che avvicinino e soprattutto deve emarginare con decisione è senza giustificazioni quegli elementi che vivono in situazioni equivoche se non criminali. Occorre collaborare strettamente e aprirsi. Mi auguro quindi che le parole dell'Imam siano il segnale dell'inizio di un nuovo approccio di apertura. 

Luca Craia