venerdì 10 settembre 2021

Restauro della torre campanaria. A che è servito?

 

È normale che un ex Sindaco, per quanto sfiduciato e in competizione elettorale con metà della sua stessa ex maggioranza, che potrebbe dire le stesse cose, faccia l'elenco di quanto fatto, anche senza distinguere le cose fatte bene da quelle fatte male, quelle fatte per il bene comune e quelle fatte per interessi politici o propaganda. Nel lungo elenco di "abbiamo fatto" stilato da Ediana Mancini spicca la voce "restauro e riapertura, in collaborazione con l'associazione Città Vecchia, della torre campanaria", che tra l'altro si chiama Torre dell'Annunziata per distinguerla dalle altre torri campanaria del paese che nessuno ha restaurato.
Spicca perché l'operazione era volta a rendere fruibile al pubblico della stessa torre. L'intervento, più che di restauro, è stato un consolidamento della cella campanaria e il rifacimento della parte di scala, un tempo in legno e ora in metallo. Solo che la fruizione della torre da parte del pubblico, e quindi l'attrattività turistica del bene culturale, se ne è andato a far benedire quando, un anno e mezzo fa, la stessa amministrazione Mancini, che aveva portato avanti il progetto di Città Vecchia mettendoci sopra anche un bel po' di soldini, ha installato proprio alle finestre della cella campanaria dei ripetitori di radiotelefonia che, di fatto, rendono inutilizzabile la torre. 
Questo per testimoniare come, per fare le cose, ci voglia un'idea del perché le si fanno. Ci vuole un progetto, altrimenti si buttano via i soldi e di sprecano beni potenzialmente preziosi. Non basta fare la lista dell'"abbiamo fatto", ci vuole anche la lista dell'"abbiamo ottenuto questi risultati".
In quel caso, il risultato più che altro fu l'elezione tra le fila del PD del Presidente di Città Vecchia.

Luca Craia