martedì 14 settembre 2021

Perchè a Montegranaro ci si vergogna del PD?

 

Si stanno davvero sforzando molto per far passare il messaggio che la lista a sostegno della terza candidatura a Sindaco di Montegranaro di Ediana Mancini non sia targata PD. C'è la segreteria del PD cittadino, c'è la segretaria dei Giovani Democratici, c'è un uomo di partito (che difficilmente se ne può pensare uno meno di partito) come Aronne Perugini, ci sono un sacco di tesserati, ex segretari, personaggi da sempre in prima linea alle Feste de L'unità, ma ci di vuole far credere che la lista sia civica perché la candidata Sindaco non ha la tessera e perché ci sono alcuni candidati indipendenti. Ebbene, allora anche l'altra lista sarebbe civica, neanche Ubaldi ha alcuna tessera e anche lì ci sono diversi indipendenti, forse in numero addirittura maggiore. Eppure dall'altra parte non si fa mistero della propria appartenenza politica, qui la si nasconde, come vergognandosene. 

Credo che si tema la distanza che il cittadino percepisce tra la vita reale e la politica, e pare che ammantandosi di una presunta civicità ci si dimostri più vicini alla gente. Credo sia molto più onesto, invece, dichiarare la propria appartenenza, quando questa è così marcata ed evidente. Perché, se è vero che i problemi del paese sono gli stessi, sia che li si guardi da destra che da sinistra, è anche vero che l'approccio alla loro soluzione può cambiare e anche di molto in relazione alla cultura politica di chi li affronta.  L'asfalto non è né di destra né di sinistra, ma problemi come l'ordine pubblico o l'equilibrio sociale o le questioni economiche possono essere affrontati in maniera radicalmente diversa a seconda della propria cultura politica. 

Credo che la lista della candidata Mancini sia evidentemente una lista del PD a cui manca solo il simbolo, e questo perché, nei comuni al di sotto dei 15.000 abitanti non si usano i simboli e non perché il partito non ci sia. La chiarezza è la trasparenza equivalgono al rispetto che si deve avere per gli elettori. Cominciamo a rispettarli già dalla campagna elettorale. 


Luca Craia