martedì 21 settembre 2021

Gli amici in politica fanno comodo a tutti

 

In questa campagna elettorale così povera e di argomenti e di progetti per Montegranaro, dove il dibattito è decisamente incentrato molto più sulla denigrazione dell'avversario piuttosto che sull'illustrazione di una proposta politica, ci si sarebbe aspettata una diversa spinta propulsiva dai giovani che, invece si caratterizzano proprio per essere i più feroci nell'attacco alla persona. 
L'ultimo argomento tirato fuori dal cilindro, anche se non nuovo, riguarda il fatto che la lista di centro-destra punti sulle affinità con i propri referenti istituzionali per poter disegnare progetti in sinergia con Regione e Governo, dove siedono, appunto, esponenti degli stessi partiti. L'amicizia, in politica, è un valore. Certo, in un mondo ideale governato da uomini così perfetti da conoscere il bene comune e perseguirlo senza tema di errore, non sarebbe necessario ricercare le affinità di pensiero con amici nelle istituzioni di riferimento. Ma il mondo non è perfetto e nessuno conosce il bene assoluto,  così lo di persegue tramite la propria visione, cercando le affinità con chi la condivide.
Del resto, anche il PD ha utilizzato gli amici di partito per ottenere aiuto nella realizzazione dei propri progetti. Ricordiamo l'ex assessore regionale al bilancio e l'ex Presidente della Regione che, dopo aver cenato con piacere alla Festa de l'Unità, promisero quel milione e mezzo che, nelle idee del PD, sarebbe servito per realizzare il nuovo palasport senza che nemmeno ci fosse ancora non solo il progetto ma neanche lo studio di fattibilità. I soldi furono stanziati per fiducia nell'amicizia e per condivisione delle stesse idee, certamente non perché il progetto fosse oggettivamente e indiscutibilmente buono, in quanto il progetto non c'era. Come non parve la cosa scandalosa allora, non capisco cosa si trovi di scandaloso nel rimarcare la possibilità di collaborare con Regione e Governo tramite i propri amici al loro interno. Io la vedrei più come un'opportunità. 

Luca Craia