domenica 15 agosto 2021

Con la lupara sareste delle pippe

 

Oggi Facebook mi ha dato 24 ore di silenzio, come la maestra a scuola se facevi casino. Mi hanno detto che potevo chiedere scusa, ma non c'era nulla di cui scusarsi. Per cui mi hanno attappato la bocca per 24 ore. Ovviamente la segnalazione è partita da un utente e, a giudicare dall'accusa (istigare odio) relativa al post (ironico, niente a che vedere con l'odio e chi mi conosce lo può sapere), viene da pensare a una certa influenza del segnalatore. Non mi sono potuto difendere, non ho potuto spiegare. Quando venite da me a parlarmi di democrazia nei miei spazi, ricordatemelo.
La segnalazione è arrivata dopo un mio articolo su Montegranaro, che è nel pieno di una campagna elettorale che definire anomala è, come si dice, un eufemismo. Un articolo che credo abbia rotto un po' di scatole, di plastica e di altri materiali e non necessariamente progettate per contenere feretri. È un avviso, mi pare di capire, e se lo fosse, è stato recepito. Ho capito, devo stare zitto. Avevo in mente di parlare poco; dopo l'avviso, mi regolerò di conseguenza. 
È una cosa che mi ha dato molto fastidio. Mi è stato impedito di esprimere le mie idee, di commentare o intervenire moderando i miei spazi. Mi è stato vietato di dire la mia opinione, ma soprattutto non ho potuto interagire con i miei amici, mettere un like, partecipare a una loro gioia o a un loro dolore. Tutto questo perché l'algoritmo di Facebook è stupido, chi lo gestisce è un leccaculo di bassa lega e la gente che fa politica ai livelli minimi come a Montegranaro ha la medesima caratura morale, politica e umana di chi la fa, la politica, agli alti livelli.
Solo che a me non si mette paura, anzi. Con queste cazzate, con me, si ottiene l'effetto contrario. Quindi, se volevate il mio silenzio, avete sbagliato mira. Con la lupara, che vi si confà, sareste delle pippe.

Luca Craia