martedì 1 giugno 2021

Scandalo sessista Nazionale Cantanti. Non si può giudicare perché non si sa cosa sia successo.

 

Ne parlo dopo una settimana perché ho voluto capire e mi pare di aver capito. Mi pare di aver capito che, nel presunto scandalo sessista della Nazionale Cantanti non ci sia niente di cui scandalizzarsi, nel senso che quello che è successo in realtà non si sa e non si saprà mai. Da una parte c’è il racconto della signora che si è reputata offesa, dall’altra quello del Direttore della Nazionale Cantanti. Due racconti contrastanti in assenza di testimonianze concrete. Quindi posso concludere che lo scandalo non c’è, a meno che non si debba credere a questo piuttosto che a quello.

Sarebbe una scelta di campo. Ancora una scelta di campo che, in questi giorni, la gente dei social sembra aver fatto con estrema disinvoltura, come sempre, come d’uso fare. Ci si schiera e si fa il tifo, incuranti del giusto e del vero. In questo caso ci si schiera con il politicamente corretto, perché, diciamolo, a schierarsi dall’altra parte si rischia il linciaggio. Ci si mette sempre dalla parte del giusto per principio, poco importa se poi la storia sia vera e, nel caso non lo sia, si stia massacrando gente innocente con una storia di prestigio e generosità alle spalle come il Direttore della Nazionale Cantanti.

Ripeto: non so cosa sia successo veramente, così come non lo sa nessuno. E non voglio schierarmi. Se la storia fosse vera, se la signora fosse stata davvero cacciata perché donna, sarebbe indubbiamente gravissimo. Ma non so e non posso sapere se è vero. Per cui mi astengo dal giudicare e rimango nel giudizio che avevo prima circa Gianluca Pecchini, la cui storia parla per lui. Su Aurora Leone non posso pronunciarmi perché ne so quasi nulla. Sulla vicenda in sé, l’unica considerazione che c’è da fare è che ad andarci di mezzo è stato il prestigio di un’istituzione della solidarietà italiana, la Nazionale Cantanti, e questo è un vero peccato.

 

Luca Craia