mercoledì 23 giugno 2021

Lavoro, criminalità, sfruttamento… perché la stampa di regime parla solo di arcobaleni?


Aprire Facebook e vedere solo arcobaleni per molti può essere una soddisfazione, per me è una frustrazione. Non perché abbia qualcosa contro i diritti degli omosessuali (a me la sigla LGBT e le sue derivate fa un po’ ribrezzo, è come  se parlassimo di qualche specie da proteggere) ma perché mi pare che si stia cavalcando a livello mediatico la notizia più comoda. Comoda perché stuzzica, solletica gli istinti, stimola la discussione, anzi, più che la discussione, la cagnara. E la cagnara fa comodo ai signori dell’informazione perché fa aumentare i click e, quindi, gli incassi, e fa comodo alla politica perché, anziché avere tanti pensieri intelligenti e diversi, così facendo ne avremo al massimo due, e due pensieri, per quanto contrastanti, sono molto più facili da gestire che molti pensieri diversi.

Fa anche rabbia perché di argomenti su cui concentrare l’attenzione ce ne sarebbero tanti. Per esempio un buon giornalista potrebbe analizzare il mondo del lavoro, capire come effettivamente vengono pagati i commessi nei negozi dei centri commerciali, i dipendenti di Amazon, gli stagionali, gli addetti alla raccolta agricola estiva. Ne vedremmo delle belle. Ne vedremmo delle bellissima anche se qualche giornalista bravo andasse a vedere come vengono applicate le norme sulla sicurezza del lavoro e perché, nonostante ci siano leggi molto stringenti, a volte pure troppo, la gente muore lavorando. Qualche gionalista molto bravo potrebbe anche studiare il fenomeno dei migranti che ogni tanto ammattiscono e vanno in giro con coltelli, roncole, machete a terrorizzare la gente finchè un poliziotto non li butti per terra con un colpo di pistola alla gamba per poi finire in guai molto più seri del potenziale accoltellatore. Oppure potrebbe studiare l’altro fenomeno interessante dei quartieri a maggioranza straniera dove regnano degrado e delinquenza e le Forze dell’Ordine non vanno quasi più. Qualcuno potrebbe andare a vedere come sono messi i viadotti delle nostre strade, prima che ne caschi qualcun altro. Sono tanti gli argomenti di cui ci si potrebbe occupare, ma non lo si fa o, se lo si fa, con poca enfasi, senza troppo clamore. Perché è molto più facile parlare di arcobaleni e inginocchiatoi.

Benaltrismo… potrebbe esserlo, il mio. Questo brutto termine che piace molto a piddini e grillini quando accusano gli altri senza vedere che lo fanno anche loro. C’è sempre ben altro di cui parlare quando si parla di qualcosa, è vero. Ma, in questo caso, di questo ben altro non ne parla nessuno. Domandiamoci perché.

 

Luca Craia