giovedì 3 giugno 2021

La sciatteria che ammazza il centro storico.


La situazione del centro storico di Montegranaro è figlia di una lunga serie di errori e trascuratezze che, negli anni, hanno sedimentato e stratificato fino a diventare una crosta quasi inscalfibile. Ne parlo da oltre vent’anni, cercando di combattere un degrado che sembra inarrestabile tra l’ipocrisia della politica che, a ogni tornata elettorale, promette cose che poi non realizza.

Le analisi le abbiamo fatte tutte, le soluzioni esistono e sono praticabili a patto che ve ne sia la volontà. Ma se i problemi gravi vanno risolti con soluzioni complesse e di lungo periodo, la sciatteria non ha giustificazioni. Quando parlo di sciatteria parlo di cose risolvibili con una telefonata o una lettera, con l’interessamento personale di un assessore o di un funzionario.

Parlo, per andare al concreto e per fare un esempio tangibile, dei cavi della corrente o del telefono che penzolano dai cornicioni delle case e dei palazzi, persino dei palazzi di proprietà pubblica. Sempre per fare un esempio, dall’ospedale vecchio, oggi divenuto alloggio popolare e di proprietà del Comune, pendono cavi minacciosi, forse pericolosi, sicuramente orrendi a vedersi. Oppure parlo dell’erba muraria che cresce rigogliosa  sui muri dei ruderi, foreste pensili che sgretolano, spaccano e certamente fanno male agli occhi. E questa è sciatteria, quella sciatteria che diventa incuria, quell’incuria che stratifica e porta le situazioni a diventare quasi irrisolvibili.  

 

Luca Craia

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