lunedì 24 maggio 2021

Legalizzare le droghe leggere? Forse è pericoloso.


I giovani del PD si appellano al partito e chiedono la legalizzazione delle droghe leggere. Secondo loro, ed è una motivazione antica, la lotta alla criminalità organizzata passa attraverso il dare la possibilità a tutti di farsi uno spinello. Del resto sono tanti, a sinistra ma anche dentro al Movimento 5 Stelle, a ritenere innocuo l’uso delle droghe leggere o a compararlo all’utilizzo di alcolici. La logica sarebbe che, se la vendita di queste sostanze diventasse legale, le organizzazioni criminali smetterebbero di lucrarci.

Magari è vero. Sicuramente è vero che gli effetti di una canna non siano tanto differenti dagli effetti di una sbronza. Ma diciamo che il tutto tanto innocuo non è. Per esempio è vietato guidare sotto l’effetto dell’alcool, anche se l’alcool è venduto legalmente. Quindi tanto innocuo l’alcool non lo è, e probabilmente nemmeno le droghe leggere lo sono. In quanto allo spuntare le armi alla criminalità, non mi pare una logica così stringente: non possiamo certo legalizzare le attività criminali per mortificare i criminali, semmai dobbiamo contrastarle, combatterle, impedirle con l’uso di leggi più efficaci e mezzi più idonei, piuttosto che legalizzare, che sembra più una resa che una vittoria.

Sono piuttosto preoccupato da questo concetto permissivista dell’uso di droga. Lo stesso ministro delle politiche giovanili, Fabiana Dadone, si è detta propensa alla legalizzazione delle droghe leggere. Mi preoccupa l’evoluzione culturale: lo sballo non dovrebbe essere considerato la normalità, nemmeno con l’alcool. Se la cultura si evolve non solo considerandolo ammissibile ma addirittura facendolo rientrare in una accettazione assoluta, il rischio è che il tutto vada a evolversi allargando il concetto, permettendo sempre di più, considerando la mancanza di lucidità autoindotta un concetto del tutto normale in assoluto. E mi pare piuttosto pericoloso.

 

Luca Craia