mercoledì 5 maggio 2021

La fame dell’orditoio

 

L’orditoio è una macchina infernale. Me la ricordo, quando andavo a Montemurlo per lavoro, al tempo in cui trattavo tessuti per un paio di ditte del Pratese, ed è una macchina che incute timore, perché la vedi che può mangiarti. Non dovrebbe mangiarti, perché oggi la tecnologia permette di difendere chi ci lavora dalla famelicità dell’orditoio, ma lo fa lo stesso, va a capire perché.

Ieri un orditoio si è mangiato una bella ragazza di 22 anni, piena di vita e di entusiasmo, ci dicono, con un figlio piccolo e un sacco di speranze. Un attimo c’era e un attimo dopo era finita nel rullo, non c’era più. Ora c’è tutta l’Italia che piange, ci sono io arrabbiatissimo, ci sono sindaci piangenti, politici increduli, sindacati indignati. Durerà per un po’, magari per un po’ ci saranno più controlli, poi si tornerà a rischiare di morire mangiati da un orditoio, o da qualche altra macchina infernale, con leggerezza, mentre sindaci, politici e sindacati saranno impegnati in altre cose.

I sindaci avranno da inventarsi come prendere qualche voto in più, i politici che te lo dico a fare, i sindacati torneranno a non fare il loro lavoro di sindacati, a non interessarsi dei lavoratori, dei loro salari da fame, delle condizioni di lavoro, della loro sicurezza. Dei lavoratori, in Italia, in definitiva non interessa niente a nessuno finchè non se li mangia un orditoio. Poi arriverà l’ispettorato e controllerà se l’impianto elettrico è più o meno lungo di tot metri, se hai messo l’antiscivolo al gradino, se i registri stanno a posto, se c’è segnato tutto. Il sindacato tornerà a manifestare per i diritti degli immigrati o per quelli dei gay, dialogherà col governo o lo contrasterà a seconda se governano i suoi o gli altri. Ma gli orditoi continueranno a stare lì, pronti a ingoiare il prossimo. La prossima Luana.

Luca Craia