domenica 18 aprile 2021

I vaccini a Fermo sono un disastro. Ma è un gioco politico.

Ho una grandissima stima per Paolo Calcinaro.  È il sindaco che vorrei per il mio paese, un sindaco capace di lottare e combattere per la sua comunità fino allo stremo. Non ce ne sono tanti, di sindaci così combattivi e coriacei per il bene della città che amministrano. Però, nel pretendere il punto vaccinale  a  Fermo, Calcinaro ha prevaricato gli interessi di un intero territorio a favore della propria città creando così un danno oggettivo a tutta la Provincia.  In realtà non è colpa sua, la decisione è stata presa a livello regionale e il sindaco di Fermo ha soltanto fatto il proprio lavoro di sindaco.
Solo che il centro vaccinazioni di Fermo sta funzionando davvero male, vuoi per evidenti problemi organizzativi, vuoi per l'errata soluzione logistica nello scegliere l'ubicazione in un luogo assolutamente  inadatto allo scopo. E questo doveva valutarlo l'assessore regionale, perché il sindaco è normale che tiri l'acqua al proprio  mulino.  Era chiaro a tutti che la scelta  dell'ubicazione fosse sbagliata, probabilmente anche allo stesso Calcinaro che però, facendo il proprio lavoro di sindaco, ha posto l'interesse della propria città al di sopra di ogni altro interesse, anche  a quello dei poveri anziani che in questi giorni hanno sofferto per potersi vaccinare.
Probabilmente il sindaco di Fermo sta puntando alla presidenza della Provincia, e, in un gioco politico in cui occorre allearsi tra forze nominalmente avverse, quantomeno nel Consiglio Comunale della stessa Fermo, per cui ha visto le sue richieste alla Regione diventare irrifiutabili. 
Ecco il motivo per cui Fermo ha portato via il centro vaccinale a Montegranaro nonostante che questi funzionasse perfettamente al contrario di quello che sta accadendo ogni giorno in viale Trento a Fermo. Perché il punto è che le necessità dei cittadini passano comunque in secondo piano rispetto alle Necessità e alle strategie della politica. Mettiamoci l'anima in pace.

Luca Craia