giovedì 4 marzo 2021

Il TAR ha più buon senso dei genitori. Respinto il ricorso contro la DAD nelle Marche. Ma c’è un monito alla politica.

 

È giusto che un genitore si preoccupi della salute e della crescita dei figli, ed è giusto preoccuparsi di come stanno crescendo questi figli da un anno a questa parte, privati dei contatti sociali e del loro mondo, depauperati di momenti di crescita e formazione fondamentali. Ma ci sono priorità, e credo che la vita della gente sia prioritaria, per quanto questo costi sacrifici dolorosi. Non sembrano averlo capito, questo, i genitori aderenti al Comitato Priorità alla scuola Marche che hanno presentato ricorso al TAR contro l’ordinanza del Presidente Acquaroli che disponeva la didattica a distanza per le scuole secondarie marchigiane.

Fortunatamente il ricorso è stato respinto ieri, riconoscendo comunque "la necessità di non penalizzare in via prevalente il diritto all'istruzione scolastica in presenza rispetto ad altri concomitanti fattori di rischio ambientale sicuramente maggiormente significativi per le stesse fasce d'età, allo stato non adeguatamente controllati e repressi".

È una sentenza giuridica ma anche politica che dice molte cose. Dice, per esempio, che la politica non ha capito ancora dove intervenire e in che maniera, e che non può agire su determinati settori tralasciandone altri. Ma, con il respingimento del ricorso, dice anche che i sacrifici li dobbiamo fare tutti, compresi i ragazzi, compresi i loro genitori. È un momento molto difficile, la politica fatica a trovare le soluzioni, ma certamente la soluzione non può essere tutelare una categoria o una fascia sociale a discapito delle altre.

 

Luca Craia