mercoledì 17 febbraio 2021

Piccioni a Montegranaro. Il problema si diffonde ovunque. Serve un intervento risolutivo.

 

Una volta il problema dei piccioni, a Montegranaro, era una questione che riguardava esclusivamente gli abitanti del centro storico, che lamentano da sempre la sporcizia e il degrado che derivano dalla presenza massiccia dei volatili, il cui guano non solo sporca ma mette in pericolo la salute delle persone essendo portatore di diverse patologie anche gravi.

Nel centro storico i piccioni ci sono sempre stati, ma hanno iniziato a prolificare a causa del progressivo spopolamento e dell’abbandono delle case che, una volta vuote, diventano l’habitat ideale per gli animali. Ora che lo spopolamento e l’abbandono stanno investendo anche altre aree urbane consistenti, il problema dell’eccesso di popolazione aviaria non riguarda più soltanto il centro storico ma investe gran parte del tessuto urbano montegranarese. E sono molti a lamentarsene, perché aree una volta residenziali e ritenute di alto livello denunciano il degrado che le sta colpendo proprio con l’evidenza della presenza dei piccioni.

È evidente che occorra una politica seria e radicale che vada a ridurre drasticamente la popolazione aviaria, ma questa politica è stata fin qui invisa alle Amministrazioni Comunali che sono state investite dal problema. E, se l’Amministrazione Gismondi qualche risultato lo stava ottenendo, nell’ultimo periodo, grazie all’adozione di un sistema di cattura attuato tramite gabbie, le due ultime Amministrazioni sono state totalmente sorde a ogni richiesta di intervento, tanto che, durante le consiliature targate Mancini i piccioni sono aumentati e si sono diffusi ovunque, creando enormi disagi alla cittadinanza.

Il problema sta diventando molto serio e, ora che non riguarda più soltanto i pochi abitanti del centro storico, che elettoralmente contano purtroppo poco, magari si stanno realizzando le condizioni per le quali la prossima Amministrazione Comunale prenda seriamente dei provvedimenti. Almeno ce lo auguriamo.

 

Luca Craia