mercoledì 17 febbraio 2021

Mancini promuove le Marche e il turismo. Ma dove li mandiamo, i turisti?

 


Sarà Roberto Mancini il nuovo testimonial per la Regione Marche. Non vedremo né sentiremo più il ciclista Nibali pubblicizzare una regione bike friendly con le strade rattoppate e senza paracarri adatta più che altro ad ammazzare i ciclisti, ma avremo il CT della Nazionale Italiana di calcio a promuovere una regione che, come un anno fa, ha le strade rattoppate e senza paracarri e, in linea generale, è ancora molto ma molto indietro nella cultura dell’accoglienza turistica. Per carità, è un bel colpo avere Mancini, marchigiano DOC, a promuovere la nostra bellissima regione.

È un bello sforzo, di cui ancora non si conoscono i costi, che va comunque apprezzato. Apprezzerei però che ci sia anche e almeno lo stesso sforzo per rendere la regione adeguata alla potenzialità turistica che possiede naturalmente. Invece questo sforzo, come non si è mai visto prima, continua a non vedersi. Le Marche sono meravigliose, hanno un territorio splendido già soltanto per la sua conformazione fisica, con le montagne, tra l’altro spettacolari, a pochi chilometri dal mare, il tutto inframezzato da un paesaggio collinare di una bellezza stupefacente.

Ma hanno anche un enorme patrimonio culturale che non viene valorizzato. Ogni piccolo borgo è uno scrigno di tesori da scoprire e non c’è una politica per promuoverli, valorizzarli e renderli fruibili. Girando per le Marche si trovano più che altro porte chiuse dietro alle quali ci sono beni culturali dal valore inestimabile, e solo grazie all’impegno di volontari, spesso anche poco preparati, che i turisti riescono a vederli.

Occorre una politica che premi gli sforzi di privati e volontari ma che soprattutto coordini il tutto per avere una progettualità turistica comune a tutta la regione, magari creando dei centri di coordinamento nei singoli territori. Ma, a quanto si vede, ancora non c’è niente di tutto ciò. Però abbiamo il testimonial figo. Poco non è.

 

Luca Craia