venerdì 5 febbraio 2021

La cultura cristiana contro la barbarie moderna. Torniamo a riscoprire le nostre radici culturali e difendiamole.


La vita umana ha sempre meno valore. Un po’ per il venir meno dei valori cattolici che hanno formato la cultura occidentale, anche di chi non ci si riconosce, un po’ per l’arrivo di nuove culture in cui si dà decisamente meno valore alla persona come individuo e di conseguenza alla sua stessa esistenza in vita, un po’ perché la violenza sta diventando valvola di sfogo per tutte le frustrazioni di questo mondo sempre più virtuale che ci isola in mezzo alla folla e ci fa sentire sempre più soli, frustrazioni che si sommano e che in menti e anime più deboli e meno strutturate si stratificano cumulando la sofferenza e trasformandola in odio irrazionale che va convogliato in qualche modo, fatto sta che stiamo assistendo a un imbarbarimento sempre più diffuso, che vediamo nel linguaggio, negli atteggiamenti e, finalmente, nei comportamenti reali.

Uccidere di botte un ragazzino, per futili motivi o per qualsiasi ragione al mondo sarebbe inconcepibile, mentre oggi episodi del genere, anche se non con esiti così terribili, si registrano quotidianamente sulle cronache. Ma chiunque di noi può rendersi conto di quanto siano diventati tesi i rapporti tra le persone, per strada, negli incontri di ogni giorno. C’è una tensione fortissima e una violenza latente che sembra sempre pronta a esplodere. E questo è molto preoccupante, fa paura.

Credo che dobbiamo tornare a coltivare i nostri valori, quelli della nostra cultura e della nostra civiltà che troppo spesso svalutiamo. La cultura occidentale, quella di massa, quella che ci insegnano o ci hanno insegnato in passato le nostre famiglie, è una cultura di pace e tolleranza, è una cultura di convivenza pacifica, è una cultura di comprensione verso l’altro. Questo deriva da secoli di cristianesimo, che nasce dal Vangelo, un libro che non è solo il fondamento di una religione ma è anche e soprattutto in libro di etica morale, universale e destinata all’intera umanità. Ateismo, agnosticismo, anticlericalismo, sono posizioni perfettamente tollerabili quando non vanno a intaccare questo patrimonio culturale nostro, un patrimonio che stiamo perdendo con le conseguenze catastrofiche che vediamo bene. È ora di tornare a rivalutarlo, non di tornare in chiesa, ma a coltivare la nostra cultura, a proteggerla, a difenderla. Anche in questo modo possiamo arginare la barbarie.

 

Luca Craia