venerdì 26 febbraio 2021

Apri le scuole… chiudi le scuole

 

E apri la scuola e chiudi la scuola. Andiamo avanti così da un anno e ancora chi decide sembra non aver capito se la scuola sia pericolosa o no per la diffusione della pandemia. Quello che pare abbastanza evidente è che, ogni volta che si riaprono le scuole secondarie, i numeri salgono. E siccome è lecito pensare che le scuole secondarie abbiano le stesse misure contenitive delle primarie, e dato che dalle primarie non giungono dati allarmanti, forse il problema non sta nelle scuole ma è legato alle scuole. Forse è una questione di comportamenti, forse è un problema di misure contenitive nei trasporti. Forse entrambe le cose messe insieme.

Che i ragazzi siano refrattari in generale alle regole imposte sta nelle cose, fa parte dell’età e dei processi di crescita. Che questo venga tollerato e addirittura incoraggiato no, non ci sta, specie se le conseguenze possono essere letali. Io capisco i ragazzi che protestano per avere le scuole aperte, non capisco chi li asseconda. La politica deve avere una linea, una direzione razionale e non deve essere soggetta a tutte le rivendicazioni che arrivano facendosene influenzare. Da un anno a questa parte, invece, la politica, specie quella dei livelli più alti, segue la protesta di questo e quello e prende decisioni contraddittorie, che non sembrano seguire logica alcuna. E questo genera danni enormi, fa diffondere la pandemia e massacra l’economia che, come nel caso degli addetti alla ristorazione, non sa come comportarsi, fa acquisti poi da buttare e spreca gli ultimi soldi rimasti.

Poi c’è il capitolo trasporti, dove mi pare sia stato fatto pochissimo per garantire la sicurezza a bordo dei mezzi pubblici e i controlli latitano. Forse dipende dal fatto che la maggior parte delle aziende di trasporto pubblico sono statali o controllate dallo Stato, e lo Stato non va certo a multare se stesso. Ma è passato un anno, e le cose non migliorano granchè. Ci sarà un motivo.

 

Luca Craia