venerdì 22 gennaio 2021

Nelle Marche si fanno le piste ciclabili ma si dimenticano le strade



Il turismo è l’economia del futuro per le Marche, di questo sono convinto e lo dico da molto prima che chi popola le stanze del potere se ne rendesse conto. Non posso che compiacermi, quindi, del fatto che questo concetto sia diventato la base di nuovi programmi di investimento e sviluppo su base comunale e regionale. Tuttavia non posso nascondere la perplessità di come si stia operando, ragionando su infrastrutture senz’altro necessarie per incentivare questa nuova fonte di lavoro e ricchezza dimenticando però di prestare la dovuta attenzione sulle altre che sono fondamentali sia per il turismo stesso sia per la vita quotidiana dei cittadini.

Loggo spessissimo notizie riguardanti progetti per la realizzazione di piste ciclabili e ciclovie in seno a un progetto che vorrebbe fare delle Marche una sorta di paradiso per il cicloturista. È un’idea molto lungimirante e va sicuramente perseguita con convinzione, ma non si possono lasciare indietro quelle che non sono ciclovie ma che sono la nervatura viaria del territorio. Nelle Marche le strade sono disastrate, ovunque e a qualunque livello.

In particolare, le strade interne sono dimenticate e abbandonate a se stesse, con gli enti minori provi di denaro per intervenire e la Regione, l’ANAS e lo Stato che gestiscono il tutto con estrema leggerezza. Dimenticate sono le strade secondarie ma lo sono anche quelle primarie. Posso fare l’esempio della mezzina di Fermo (vedi foto) ma ce ne sono altre centinaia a dimostrare lo stato di abbandono in cui versano le strade interne della Regione.

È chiaro che i conti non riportano: le strade prive di manutenzione diventano pericolose al transito, causano incidenti, a volte anche luttuosi. La mobilità ordinaria è gravemente danneggiata dallo stato della viabilità, e ne pagano le conseguenze i cittadini marchigiani. Ma pensare di fare turismo, con o senza bicicletta, con questa situazione è pura follia, specie se poi si vanno a investire milioni di Euro per costruire strade dedicate alle biciclette mentre si dimenticano quelle essenziali. È come farse un bel giardino a casa propria mentre il tetto sta per crollarti in testa.

 

Luca Craia