sabato 19 dicembre 2020

Riaprire San Francesco, una priorità per Montegranaro. Ce lo spiega don Sandro Salvucci.



Pubblico integralmente l’appello lanciato dal parroco di Montegranaro, don Sandro Salvucci, per la raccolta fondi finalizzata al restauro e la riapertura della chiesa di San Francesco. Le parole di don Sandro sono chiarissime, limpidissime e lucidissime e non posso aggiungere altro anche perché rispecchiano in pieno il mio pensiero, ripetutamente espresso su queste pagine.

 

Mettere mano al restauro di una chiesa nel nostro paese, quando ne abbiamo già a disposizione altre ampie e moderne o recentemente ristrutturate, può sembrare superfluo e addirittura inopportuno, considerando l’attuale situazione di crisi, la peggiore dal dopoguerra ad oggi. Non si dovrebbero forse impiegare le risorse per bisogni più urgenti, per esempio per far fronte alle nuove povertà generate dalla pandemia? E poi è opportuno in questo momento osare chiedere ad aziende e famiglie, già in sofferenza e gravate dall’incertezza del futuro, un contributo?


Sono domande legittime che ci siamo già posti. Allora perché siamo qui a bussare alla vostra porta? La chiesa di San Francesco, chiusa per danni di lieve entità a seguito del terremoto del 2016, sorgendo in piazza Mazzini è posta nel cuore del centro storico cittadino. Poterla riaprire al culto ha un importante valore simbolico. Abbiamo bisogno di segni di rinascita per nutrire la speranza. Restaurare e riaprire sono un altro modo per dire desiderio di ricominciare, ora più forte che mai.


L’origine dell’attuale chiesa di San Francesco con l’adiacente convento dei frati minori conventuali (oggi palazzo Francescani”, sede del Comune) risale al XV secolo. All’inizio del secolo scorso divenne chiesa parrocchiale a seguito dell’abbandono dell’adiacente chiesa in rovina del SS. Salvatore (oggi teatrino della Pievania).


La chiesa di “piazza” è la memoria storica della fede dei nostri padri e meta di pellegrinaggio per la devozione alla bellissima statua della Madonna Immacolata (ora a San Serafino). Restituirla al culto ci permette di custodire la memoria, necessaria per guardare al futuro. Il restauro è reso possibile grazie al finanziamento dello 8xmille della Chiesa Cattolica, ma solo con l’aiuto di tutti abbiamo la speranza di poter ascoltare di nuovo il suono delle campane, che da troppo tempo tacciono, nella Pasqua 2021.

Grazie del tuo sostegno! Che Dio ti benedica.

 
Il parroco
, Don Sandro Salvucci