martedì 22 dicembre 2020

Perugini spara a zero e sbaglia mira. Ma fa bene a chiedere scusa.


Non è per niente obiettivo, né ci si poteva aspettare che lo fosse, l'ex assessore nonché, diciamolo, sindaco ombra di Montegranaro, Aronne Perugini nel suo intervento uscito su un notiziario on-line stamattina. Non è obiettivo e certamente non contribuisce in alcun modo a stabilire la verità sui fatti che hanno causato la caduta della giunta di cui lo stesso faceva parte. Nella sua disamina, Perugini continua nell'attività intrapresa dalla sua parte politica dalla base di far passare il concetto che con la caduta di Ediana Mancini a perdere siano tutti i cittadini di Montegranaro, mentre è evidente che, se c'è qualcuno che ha perso, sono proprio coloro che hanno votato o appoggiato questa coalizione, una parte consistente ma certamente non maggioritaria dell'elettorato montegranarese che ha dato il voto e la fiducia a un gruppo di persone che non sono state capaci di portare a termine un qualsiasi tipo di progetto, se pure ce ne fosse mai stato uno. E, se è vero quanto i civici affermano, e non ho ragione di dubitarne anche per esperienze personali, ossia che nella coalizione i rapporti di forza fossero pesantemente sbilanciati soprattutto a causa della prepotenza politica di un sindaco accentratore e scarsamente dotato di capacità di mediazione, attribuire la responsabilità dell'accaduto ad azioni squisitamente conseguenti a quella iniziale del sindaco stesso di revocare senza motivarlo le deleghe a un assessore, è tendenzioso, falso e intellettualmente disonesto. Quando poi addirittura si vanno a scaricare responsabilità sulla minoranza, che non ha fatto altro che giocare il proprio ruolo, nascono persino dubbi sulla capacità di analisi politica che muove il ragionamento.

L'amministrazione Mancini bis è caduta perché il sindaco ha voluto giocare un azzardo estremo, ossia quello di rafforzare la propria egemonia in seno alla coalizione o, nel caso non vi fosse riuscita, di causare consapevolmente una crisi in modo di essere ricandidabile alle successive elezioni. La prima motivazione era evidentemente scellerata e decisamente mal calcolata, ma non si può raccontare la favola che le conseguenze che stiamo vivendo non potessero essere previste perché questo  non è credibile. Persino un bambino avrebbe potuto capire a cosa un gesto come quello di revocare le deleghe a un assessore senza alcun confronto con la propria maggioranza avrebbe potuto portare. Non può esservi, quindi, alcuna recriminazione di carattere amministrativo alla base della crisi, perché questa è stata causata dalla reiterata despoticità del sindaco assecondata dal PD al solo scopo di consolidare la propria egemonia sulla maggioranza. Le recriminazioni amministrative sono affiorate poi e mi pare che l'ex vicesindaco Ubaldi le abbia spiegate chiaramente.

Fa anche una curiosa quanto avventata fuga in avanti, Perugini, quando paventa una eventuale candidatura dello stesso Ubaldi sostenuta dall'ex opposizione. Se è vero che ci sono voci insistenti in questo senso, è anche vero che gli interessati finora non hanno mai dato modo di avvalorare questa ipotesi. Ipotesi che, comunque, non può certo essere criticata da Perugini e il suo partito in quanto sono stati loro i primi a produrre alleanze sulla carta contronatura. Credo invece che, in un contesto come quello montegranarese, ogni alleanza in senso civico possa essere accettabile se finalizzata a un progetto concreto e articolato e a iniziative di rinnovamento sostanziale della classe politica cittadina.

Su una cosa sono d'accordo con Perugini: quando chiede scusa a tutti i Montegranaresi, non solo ai propri elettori. Solo che dovrebbe chiedere scusa non solo per questi ultimi accadimenti, dei quali è comunque corresponsabile insieme al suo sindaco, ma dei danni che con il loro atteggiamento sprezzante, astioso, perennemente conflittuale nei confronti del minimo dissenso, hanno prodotto al concetto di comunità cittadina, alla coesione e all'unità della stessa. Per il resto credo che su questa vicenda sì sia parlato anche troppo alla ricerca di responsabilità diverse rispetto a quelle che sono evidenti.


Luca Craia