martedì 22 dicembre 2020

A Montegranaro arrivano le Segreterie a comandare. Regaliamo il Comune alla Mancini per la terza volta?



Nel 2014 fecero cadere Gismondi. Dopo pochi mesi, presentarono una lista con nessuna chance di vittoria che sottrasse voti alla lista di centro-destra e fece vincere la coalizione guidata da Ediana Mancini. Nel 2019 il copione tornò in scena, con altri attori ma con gli stessi registi: lista civetta e vittoria della Mancini un’altra volta. Nel 2020, alle elezioni regionali, la loro sezione appoggiava il candidato di Porto Sant’Elpidio anziché Mauro Lucentini, montegranarese. E ora arriva il segretario provinciale di Fratelli d’Italia a dare gli ultimatum: o siamo della partita o facciamo (ancora una volta) una lista senza chance ma che potrebbe far rivincere il PD. C’è ancora qualcosa da dire a proposito degli interessi di Montegranaro?

Sì. A Montegranaro abbiamo bisogno di aria nuova, mentre non abbiamo bisogno dei vecchi giochetti della politica e, soprattutto, non abbiamo bisogno che personaggi che poco sanno e a cui poco importa delle nostre cose vengano a dirci cosa fare o a lanciare ultimatum. È una politica stantia, quella che ci viene proposta, un meccanismo di spartizione del potere che, francamente, a me dà la nausea. Ci serve qualcosa di più, ci servono persone innamorate del paese, della sua storia, della sua tradizione, persone che abbiano un progetto per il futuro e non la preoccupazione di come spartire le poltrone.

L’alternativa al PD, che ha vinto le ultime due tornate, può vincere solo se arriva da una spinta fortemente civica e radicata nella società civile, nell’associazionismo, nel volontariato, nella migliore imprenditoria. Altrimenti siamo alle solite e, francamente, delle solite io, ma penso anche moltissimi altri, abbiamo le tasche piene. Siamo in una fase più che embrionale, c’è ancora tutto da fare. Speriamo che si parta da qui, dal paese, dalla sua gente, e non dagli interessi di questo o quel partito. A Montegranaro non servono le indicazioni delle segreterie territoriali, serve l’impegno della gente. E l’amore per il paese.

 

Luca Craia