mercoledì 9 dicembre 2020

Affaire Beverati: parla Lucentini da Roma e spara ad alzo zero. Il Sindaco non è più super partes. Si chiami il Prefetto e si vada a votare



Parla il Capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale a Montegranaro, Mauro Lucentini, collegandosi in diretta Facebook da Montecitorio durante una pausa della seduta in cui si vota per i Decreti Sicurezza, e rompe il silenzio sulla crisi, perché di crisi si tratta, aperta dalla cacciata dell’assessore Beverati da parte del Sindaco Ediana Mancini. Parla e ci va duro, dicendo le cose come stanno senza mezzi termini.

 “La maggioranza” afferma Lucentini “da quello che capiamo oggi, sembra non avere più i numeri. Però quello che non capiamo è il momento che il Sindaco sceglie per togliere un assessore importante, non tanto perché si chiama Giacomo Beverati, ma perché è l’assessore ai servizi sociali. Questo ci fa dubitare dell’affidabilità del Sindaco, con questo comportamento un po’ schizofrenico”.

Ne ha anche per il Presidente del Consiglio Comunale e per l’assessore al commercio: “un Sindaco che ancora oggi non parla, però parlano quelli del PD, la Presidente del Consiglio, parla l’assessore del PD che dice che devono stare zitti quelli che non sono interessati. Assessore” prosegue rivolgendosi direttamente a Basso che era uscito sulla stampa nei giorni scorsi sull’argomento “ti ricordo che il Comune di Montegranaro è cosa di tutti, il Comune di Montegranaro regola la vita dei cittadini e tutti sono titolari a parlare sulla gestione e su come viene portato avanti il lavoro amministrativo”.

Poi racconta l’evoluzione della vicenda secondo il punto di vista dell’opposizione. “Abbiamo iniziato la fase collaborativa nel momento in cui il Sindaco era a casa per il covid, nel momento in cui le fila le tirava il vicesindaco, abbiamo collaborato favorevolmente, e quanto torna il sindaco finisce la collaborazione” dice lamentandosi del fatto che l’opposizione ha rinunciato a dare battaglia dura per senso di responsabilità. “C’è una presa di posizione forte del PD verso il Gruppo Civico, e questo cambia le carte in tavola” afferma Lucentini. “Non esiste più la Lista Civica, esiste il PD che detta le regole, e il Sindaco che non è più super partes all’interno del Consiglio Comunale e all’interno soprattutto della Maggioranza”.

Poi definisce l’accaduto in maniera netta: “le casse dei servizi sociali oggi si sono appesantite a svantaggio altri settori, e la visibilità di qualcuno magari dava fastidio, quindi bisognava eliminarlo politicamente. Ma questo non si fa nel momento in cui chiediamo responsabilità a tutti”. E rincara la dose: “le cose sono due: o il sindaco non ha pensato bene a quello che ha fatto, e questo ci fa capire che magari non è più adatto a governare questo Comune, oppure ci sono dei giochi di potere dietro per fare in modo che magari non scadano i due anni di legislatura e il Sindaco possa ricandidarsi”.

Accusa: “la responsabilità è in capo solo al Sindaco, non la possiamo addebitare ai Civici perché hanno sempre tenuto botta nonostante si sapesse che all’interno della maggioranza ci fossero problemi. Ricordo che alla riunione dei capigruppo prima dell’ultimo Consiglio Comunale, nonostante si fosse deciso a maggioranza di fare il consiglio in presenza, il Presidente del Consiglio Comunale ha addirittura fatto un decreto per farlo online, perché magari c’era un’interrogazione del Tennacola che dava fastidio, perché magari abbiamo il Sindaco che va negli enti di secondo grado e decide, senza avvertire la maggioranza, di prendere decisioni a sfavore del comune di Montegranaro e dei cittadini di Montegranaro”.

Poi si rivolge alla Mancini: “quindi caro Sindaco la responsabilità di questa crisi di governo di Montegranaro è tutta sua. E vi diamo un messaggio: se i cocci sono rotti, covid o non covid, crisi o non crisi, Montegranaro ha bisogno di un governo stabile, e se i due gruppi non riescono più a garantire la maggioranza, il Sindaco si dimetta ammettendo di aver fatto degli errori, si chiami il Prefetto per tornare a votare. Non vi inventate situazioni alternative perché questo non passerà”.

Sono accuse pesanti che rimbombano nel silenzio del Municipio. Chissà che ora il Sindaco non dica finalmente la sua.

 

Luca Craia

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