giovedì 3 dicembre 2020

Affaire Beverati: il Presidente del Consiglio Comunale cerca di spegnere il fuoco con la benzina.


L’affaire “Beverati” è partito in maniera incredibile e incredibile rimane anche nella sua evoluzione, con l’uscita odierna su Il Resto dl Carlino del Presidente del Consiglio Comunale, Laura Latini che contribuisce da par suo a creare ancora più caos in un accadimento che più caotico non si può pensare e lasciando poco spazio a una eventuale quanto improbabile soluzione che salvi l’Amministrazione Mancini Bis da una fine anticipata. Curiosamente la Latini sente il bisogno di dimostrarsi “vicina” al Sindaco quando il Sindaco non è stato né attaccato né in qualche modo contestato, avendo fatto tutto lei di sua sponte, e lo fa dichiarando candidamente di non essere al corrente delle motivazioni che hanno spinto Ediana Mancini a revocare le deleghe all’ormai ex assessore Beverati.

Dice anche una cosa molto pesante, la Latini, quando afferma che nessuno in seno alla maggioranza fosse al corrente della decisione del Sindaco, che ha sì la prerogativa di dare e togliere le deleghe ma che, agendo senza consultarsi con la sua maggioranza, dimostra che l’accusa di scarsa se non nulla collegialità nelle decisioni mossa più volte alla coalizione fosse più che fondata. Mette i brividi, poi, quando afferma che i rapporti con Beverati fossero complicati anche a causa di una sua presunta posizione negazionista circa il covid, cosa peraltro non vera in quanto ricordo molto bene quanto disse in proposito l’ex assessore, che tutto era tranne che negazionista. In ogni caso, se un punto di vista personale su una questione che non riguarda l’attività amministrativa diventa pregiudiziale del rapporto interno alle varie anime della maggioranza, evidentemente il problema non è Beverati ma l’atteggiamento stesso della Latini e di chi la pensa come lei.

Sul piano squisitamente politico, però, il Presidente del Consiglio Comunale fornisce una chiave di lettura piuttosto chiara, quando parla della costituzione di un gruppo a se stante da parte dei Civici di Ubaldi percepito dal PD come una sorta di azione volta a minare gli equilibri interni alla maggioranza. Il Pd, in quanto partito, è gruppo e non può non esserlo. Dichiarare che l’affermazione della propria identità politica da parte degli ubaldiani fosse stata percepita come un pericolo da scongiurare chiarisce l’idea di democrazia che ha in mente la Latini e, forse, anche il Sindaco Mancini. Un’idea che a me preoccupa.

In ogni caso, con questa pesante uscita del Presidente del Consiglio Comunale che, ricordiamolo, è anche segretario del locale PD, credo si siano poste le basi per una crisi di difficile soluzione che porterà quasi certamente a elezioni anticipate. E il perdurante silenzio del Sindaco dopo aver innescato il tutto crea ancora più tensione di quanta non si sia già instaurata con l’improvvida iniziativa di defenestrare Beverati. Quale fosse il risultato che si prefiggeva il Sindaco rimane un mistero.

 

Luca Craia