mercoledì 4 novembre 2020

Firmato il DPCM del coprifuoco: ecco le nuove misure.


È stato firmato nella notte l’atteso nuovo DPCM per arginare la diffusione del covid e cercare di limitare i danni all’economia dopo lo scivolone estivo in cui, invece di prepararsi per la seconda ondata, i nostri governanti hanno ben pensato di regalare monopattini, mandare gli Italiani in vacanza in giro per l’Italia ma non hanno pensato a potenziare i trasporti e gli ospedali, con la conseguenza che ora si corre ai ripari, limitando ulteriormente la libertà individuale e producendo nuovi danni all’economia e alla società. Idee per niente chiare che si confermano anche nella trattativa estenuante sulla stesura del testo definitivo, che ha visto contrapposti non solo Governo e Regioni ma anche le componenti stesse del Governo, con l’area PD propensa a chiudere tutto e quella pentastellata a lasciare aperto quasi tutto. Alla fine ne è scaturito un compromesso in cui la reale responsabilità viene scaricata su Regioni e Comuni. E, come sempre, sui cittadini.

Vediamo quello che il decreto dovrebbe contenere (fonte Corriere della Sera) usando il condizionale perché, finchè non esce sulla Gazzetta Ufficiale, tutto può essere.

- limitazione della circolazione delle persone dalle 22 alle 5. Per uscire in questo lasso di tempo serve l’autocertificazione che attesti i validi motivi (lavoro, salute);

- musei e mostre chiusi;

- didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, eccetto che per i laboratori ove è prevista la presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma è obbligatorio l’uso delle mascherine, eccetto per i bambini sotto i 6 anni;

- chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, a eccezione di alimentari, edicole, tabacchi e farmacie all’interno degli stessi (quindi, in realtà, non chiudono);

- mezzi pubblici contingentati al 50% della capienza complessiva, eccetto quelli dedicati al trasporto scolastico (evidentemente negli scuolabus in virus non attacca);

- bar e ristoranti chiusi alle 18, con possibilità di restare aperti solo per l’asporto;

- sospesi concorsi e selezioni pubbliche e private eccetto per quelle con procedure telematiche;

- chiusi i corner giochi e scommesse nei punti vendita;

Poi c’è la raccomandazione valida per tutto il giorno di non muoversi se non strettamente necessario. A cosa serva inserire una raccomandazione in una legge rimane un mistero.

Tutto questo è valido nelle Regioni con un contagio ritenuto standard. In quelle con contagio più elevato, classificate in rosse e arancioni, le cose cambiano e di molto.

Nelle regioni “arancioni”:

- vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza). Consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza laddove consentita, e sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza;
- vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune;
- sospese le attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), escluse mense e catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Nelle regioni “rosse”:

- vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio stesso (salvo necessità e urgenza);

 - chiusi i negozi al dettaglio, eccetto alimentari, farmacie ed edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari;
- chiusa l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle ore 22.00; la ristorazione con asporto;

 - sospese le attività sportive, anche nei centri sportivi all’aperto; è possibile svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale;

- consentita l’attività scolastica in presenza per scuola dell’infanzia, elementare e prima media.

La classificazione di una Regione in “rossa” o “arancione” avverrà in maniera automatizzata, in base a criteri oggettivi. È qui che le Regioni non sono d’accordo, e vogliono avere voce in capitolo. La valutazione del gradi di rischio di una Regione varrà per 15 giorni per poi essere valutata nuovamente.

Le Regioni che, attualmente, verrebbero valutate come “rosse” sono Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria.

 

Luca Craia