sabato 14 novembre 2020

Acquaroli non ci sta. Ma saprà reagire?


Non ci sta, Acquaroli, anche se si sta comportando in maniera ineccepibile da un punto di vista istituzionale. Non ci sta all’imposizione della zona arancio, imposizione che ha ben spiegato con un video ieri sera, nel quale ha illustrato il meccanismo col quale si calcola l’indice RT, che va considerato con cadenza bisettimanale onde evitare dati falsati da situazioni particolari, mentre per dipingere le Marche di arancione si è tenuto conto di un coefficiente settimanale, che può essere influenzato, appunto, da situazioni contingenti. E questo fa sembrare la decisione del Ministro Speranza una decisione più politica che tecnica.

Così Acquaroli torna sull’argomento oggi e dice: “questa mattina è avvenuto il confronto tra la nostra regione e l’Istituto Superiore di Sanità. Un confronto utile a chiarire molti aspetti tecnici, ma un particolare è emerso chiaramente: che sarebbe stato più semplice dire subito "chiudiamo". La pandemia c’è, il virus gira e bisogna essere prudenti, ma non bisogna nascondersi dietro i numeri o le formule per fare scelte di altra natura. Chiudere può anche essere giusto e condivisibile, ma non può essere frutto di una imposizione. È umiliante e non sarà la soluzione”.

In effetti non si può non essere d’accordo col Presidente Acquaroli. Girando, quello che credo tutti abbiano notato è il fatto che ci siano persone che se ne infischiano delle regole, inficiando di fatto l’impegno e la serietà della maggioranza. È quindi logico, come primo provvedimento, fare in modo che questi soggetti seguano anch’essi le regole, così come era intenzione di Acquaroli, che aveva pronte delle ordinanze in questa direzione. Poi si possono inasprire le restrizioni, ma dopo.

Purtroppo il Governo sta calpestando tutto l’apparato istituzionale, partendo dal Parlamento che, però, ne sembra ben felice pur di non prendersi responsabilità in questa fase complicata, per finire con le Regioni, esautorate del loro ruolo in campo sanitario se non quando devono prendersi la responsabilità delle manchevolezze del Governo stesso. Tutto questo Acquaroli sembra averlo in mente. Ora ci sarà da vedere se avrà la forza di reagire e come lo farà.

 

Luca Craia