giovedì 15 ottobre 2020

Accordo per la Giunta Regionale raggiunto. Il Fermano non è rappresentato.


La prima amministrazione regionale delle Marche di centro-destra ha finalmente visto la luce. È stato raggiunto l’accordo tra le forze politiche che compongono la maggioranza per comporre la nuova Giunta guidata dal neoeletto presidente Francesco Acquaroli come preannunciato da una nota del leader della Lega Matteo Salvini diffusa ieri sera. Acquaroli (Fdi) terrà l’interim delle politiche europee, importantissime in questo momento in cui si dovrà decidere che fare del Recovery fund), e al turismo.

Il Vicepresidente è Mirco Carloni, della Lega, che avrà anche le deleghe  sulle politiche economiche comprese le Attività Produttive e l’Agricoltura; a Francesco Baldelli (Fdi) vanno le Infrastrutture e i Lavori Pubblici. Stefano Aguzzi, di Forza Italia, è il nuovo assessore esterno ad Ambiente, Lavoro e Formazione, mentre l’ormai ex deputata della Lega, Giorgia Latini, sarà l’assessore per Cultura e Sport. Filippo Saltamartini (Lega), ex senatore ed ex sindaco di Cingoli, assumerà le deleghe per la Sanità, mentre l'ex sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli (Fdi) guiderà l’assessorato al Bilancio con una delega speciale per la ricostruzione post sisma. Il nuovo Presidente del Consiglio regionale sarà Dino Latini (Udc).

Come si noterà, il Fermano non è rappresentato in Giunta, contrariamente all’impegno preso da Acquaroli in campagna elettorale. È vero che il montegranarese Mauro Lucentini, eletto proprio nel collegio di Fermo, prenderà il posto della Latini per un gioco di equilibri che ha cercato di salvare la capra, i cavoli e pure il lupo allo scopo di avere un minimo di quote rosa in giunta, e quindi il Fermano guadagna un deputato; però perde un potenziale assessore, magari a quelle attività produttive che, in questo momento, nel Fermano soffrono doppiamente la crisi.

Carloni è sicuramente bravo e capace, e spero abbia una visione ampia del territorio marchigiano, stessa cosa che spero della nuova giunta nella sua interezza, segnando una profonda inversione di tendenza rispetto all’ultima amministrazione che, invece, ha decisamente spaccato le Marche in due. Che dire: vedremo. Ma mi aspettavo qualcosa di meglio.

 

Luca Craia