venerdì 25 settembre 2020

Strade lastricate di guano di piccione in mezza Montegranaro. Franceschetti che vuole fare?


Come si ricorderà, dopo anni di lotte, la casa di via Garibaldi che era diventata un condominio di piccioni è stata chiusa con un intervento del Comune di Montegranaro, che ne ha chiuso ogni fessura impedendo ai volatili di entrare e nidificare. Nell’edificio di piccioni ce n’erano davvero tanti, e producevano grandi quantità di guano al suo interno. Ora che non possono più entrare, i volatili si sono sistemati sui cornicioni delle case disabitate circostanti, spalmando il problema del guano su uno spazio più ampio. Ma il problema ancora c’è.

Un tratto di strada, tra via Garibaldi e via Don Minzoni, è letteralmente lastricato di escrementi e si fa fatica a passare senza calpestarli e poi portarseli in giro ovunque, ovviamente anche in casa. L’abnegazione con cui gli addetti alla pulizia delle strade stanno cercando di contrastare il fenomeno è ammirevole, ma non basta. Vengono più volte a settimana a spazzare via il guano, ma quello si riforma velocemente, e questa settimana, in cui per qualche ragione non sono venuti, la situazione è intollerabile, indecente.

Il problema dei piccioni nel centro storico è antico, e ora si sta allargando anche ad altre zone di Montegranaro. I piccioni prolificano e vanno a colonizzare altre aree urbane, portando con sé problematiche piuttosto serie in termine di decoro ma, soprattutto, di igiene e salute. L’amministrazione Gismondi vi aveva messo mano, forse ultima a occuparsi del problema, avendo un discreto successo con l’utilizzo di gabbie per la cattura degli uccelli. L’amministrazione Mancini ha ritenuto il sistema troppo cruento ma non ne ha adottati altri, per cui ora i piccioni regnano sovrani su ampie aree di Montegranaro, ovviamente partendo proprio dal centro storico. Di fare qualcosa non si parla più, eppure il problema è serio, e il Consigliere Franceschetti, che ha la delega per il centro storico, dovrebbe conoscerlo. Ma non ho ancora sentito cosa intenda fare.

 

 

Luca Craia