martedì 22 settembre 2020

Macerata prova a rinascere. Parcaroli e il suo compito complicato.



Il trionfo di Sandro Parcaroli a Macerata non fa soltanto il paio con quello del centro-destra nelle Marche, ma segnala in maniera marcata e precisa un desiderio dei Maceratesi di cambiare, di voltare pagina, di lasciarsi dietro gli ultimi tristissimi anni in cui Macerata è diventata il teatro della cronaca nera più macabra e violenta e lo scenario delle rappresentazioni iconoclastiche della politica delle povere menti. Macerata, come pochi mesi prima Fermo, accusata di essere terra di razzisti e di fascisti, accuse infondate e infamanti che hanno ferito la dignità di una città che si è vista piombare addosso una gragnuola di problemi imputabili per buona parte proprio alle politiche di coloro che poi venivano sfilare lungo le mura con i bandieroni arcobaleno e il ghigno di chi cerca il fascista per fargli la pelle. Ora, con Parcaroli, c’è la possibilità di cambiare e prendere un’altra direzione, di far tornare Macerata a essere quel pacioso capoluogo di provincia dove si partorisce cultura e bellezza, dove si istruiscono le giovani generazioni, dove la gente possa vivere gli spazi urbani senza timori e senza rischi. Un lavoro complesso, quello che aspetta la nuova Giunta, perché rimediare ai danni fatti non è cosa che si fa in pochi giorni. Un lavoro che va iniziato subito, da domani mattina. Auguri.

 

Luca Craia