venerdì 25 settembre 2020

Essere asocial facendo finta di essere social. A Montegranaro non c’è comunicazione tra istituzioni e cittadini.

 

 

E così i due pini del giardinetto dell’acquedotto li hanno buttati giù. C’è un gran largo, adesso. Oggi è nuvoloso e si capisce poco, ma si direbbe che manchi un bel po’ d’ombra, almeno rispetto a quella a cui eravamo abituati, e probabilmente c’è un po’ di ossigeno in meno, un po’ meno di “fresco a Porta Spina”. Il fresco a Porta Spina è una cosa che conosce solo chi è di Montegranaro da generazioni, chi non lo è non sa di cosa parlo. E l’impressione è che piazza Mazzini sia frequentata da gente che il fresco a Porta Spina non lo è andato mai a prendere, d’estate, quando si boccheggia.

E il problema forse è tutto qui: da troppo tempo Montegranaro è in mano a gente che Montegranaro la conosce poco, la sente poco, gli appartiene poco. E questo forse è alla base dello scollamento che c’è in questa comunità, delle tante tensioni, che un po’ ci appartengono geneticamente, un po’ si stanno amplificando proprio per una sorta di volontà di dividere e imperare, ma anche perché, se la comunità non la senti, non la custodisci nemmeno. 

Custodire la comunità è anche condividere le scelte, che ovviamente appartengono a chi è chiamato istituzionalmente a prenderle, ma che, se condivise, vengono meglio comprese, accettate. E magari, ascoltando i cittadini, si possono prendere scelte migliori, si può lavorare meglio. Chi amministra Montegranaro non ascolta i cittadini, non lo ha mai fatto. Prende le proprie decisioni nella presunzione di infallibilità che spesso fa fallire, fa sbagliare, e aumenta la distanza che c’è tra istituzioni e cittadini. È accaduto in decine di casi che potrei citare, ma basti pensare alle recentissime antenne sul campanone, comparse all’improvviso senza che ne sapesse niente nessuno. Ed è accaduto ieri, con l’abbattimento dei due pini le cui motivazioni non è stato reputato utile far conoscere ai cittadini.

Nell’epoca dei social, con un Comune che utilizza Facebook per comunicare e addirittura per istruire pratiche, non si ritiene utile informare i cittadini di decisioni che comunque li riguardano, non c’è comunicazione. Nel gruppo Facebook “Montegranaro Social”, dove ci sono oltre 1500 cittadini di Montegranaro che discutono pacatamente e costruttivamente delle problematiche del paese, l’unico amministratore che si è iscritto è il vicesindaco Ubaldi, degli altri non c’è traccia, non ne sentono la necessità. Eppure confrontarsi coi cittadini, avere un dialogo aperto anche sui social, e non utilizzare questi ultimi solo per propaganda, potrebbe tornare utile a chi fa politica, per capire meglio, per avere un rapporto più fruttuoso coi cittadini a vantaggio di tutti. L’essere asocial facendo finta di essere social non serve a nulla.

 

Luca Craia