venerdì 25 settembre 2020

Acquaroli lavora sulla Giunta. Assessorati politici o sulle competenze?


Acquaroli sta lavorando sulla composizione del Governo Regionale, un puzzle per niente facile in cui si deve far incastrare, di solito, le esigenze del territorio con quelle dei partiti. Ci sono sicuramente trattative e immagino che, come da copione, ogni schieramento stia spingendo per avere quanti più uomini possibili all’interno della Giunta. Fa parte del gioco, è sempre stato così, ma io mi aspetterei un segnale forte da una coalizione che ha il compito di cambiare radicalmente il modo in cui si governano le Marche, dopo decenni di lottizzazioni e logiche partitiche i cui risultati vediamo benissimo.

Le Marche sono una regione ex ricca. Eravamo tra le aree produttive principali d’Italia e siamo diventati un’area depressa. La crisi, il terremoto, tutto quello che vogliamo, ma gran parte della responsabilità in quest picchiata socio-economica è imputabile alla politica e alle sue logiche. Occorre quindi cambiare le logiche, a partire da quelle con cui si costruisce la squadra che governerà le Marche per i prossimi cinque anni.

Sento parlare di ipotetici inneschi esterni, e la cosa mi fa orrore: significherebbe che non sono state candidate ed elette persone competenti abbastanza da poter governare, cosa inaccettabile. Credo che, invece, tra i nomi degli eletti ci siano personaggi di rilievo per competenza e capacità, ma che le valutazioni che porteranno alla scelta dei vari assessori debbano muoversi esclusivamente all’interno di queste specifiche: competenza e capacità. Non servono esterni, serve obiettività e amore per il nostro territorio. In tutto questo le logiche dei partiti non c’entrano niente. Vediamo se Acquaroli sarà capace di anteporre l’interesse collettivo a quello politico.

 

 

Luca Craia

 

(foto ANSA)