lunedì 28 settembre 2020

A Montegranaro qualcosa si muove a destra. Venanzi prova a mettere insieme i cocci dopo aver rotto il vaso.

 

Non so quanti si ricordano il fermo immagine (vedi foto) del momento in cui un drappello di assessori della Giunta Gismondi, nell’ormai lontano 2013, esattamente il 27 settembre di sette anni fa, staccò la spina, sfiduciandola, all’amministrazione comunale di cui erano parte e aprirono le porte prima al commissariamento di Montegranaro e poi a ben due mandati di un’amministrazione ibrida a guida PD. Non so nemmeno quanti di ricordano che, l’anno successivo, lo stesso drappello propose una lista alternativa a destra che tolse tanti voti a quella principale quanti erano necessari per perdere le elezioni e far vincere Ediana Mancini. Non so, infine, quanti di ricordano l’anno scorso, sempre alle elezioni per eleggere il sindaco di Montegranaro, alcuni esponenti, sempre dello stesso gruppo di persone, ripresentarono di nuovo una lista che guadagnò quella manciata di voti che sarebbe stata necessaria per far vincere il centro destra e mandare a casa Ediana Mancini. Ebbene: oggi un componente di quel gruppo di persone lancia l’appello per unire la destra. Non è esilarante?

Niccolò Venanzi non lo abbiamo più visto nello scenario politico montegranarese per un lungo periodo, salvo poi riapparire come coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia alla vigilia delle elezioni regionali, a sponsorizzare il candidato di Porto Sant’Elpidio anziché quello nostrano (per dire). Fratelli d’Italia ha fatto un bel bottino di voti, a Montegranaro, anche se il candidato ne ha presi un bel po’ meno, e questo sembra aver galvanizzato l’ex assessore della Giunta Gismondi, che ora lancia un appello: uniamo la destra. Ma la destra l’ha divisa lui, insieme a qualche altro. Che ora la voglia unire va benissimo, è apprezzabile, si vede che ha capito l’errore. Si vede che ha capito che è proprio grazie a lui che a Montegranaro governa il PD, quel PD a cui oggi vuole essere alternativa ma solo un anno fa propiziò di nuovo la vittoria. Ma la vedo dura.

Poi c’è da capire che destra vuole riunire, se nel suo progetto di unificazione c’è anche quella di Ubaldi, di destra, che attualmente governa insieme al PD. Del resto, i rapporti tra Ubaldi e Venanzi sembrano tornati buoni, visto che il Vicesindaco ha anche presenziato all’inaugurazione della sede elettorale di FdI ma non, per esempio, a quella della Lega. È scoppiato l’amore tra l’ex Casapound e l’ex An? E, ora che Lucentini è occupato in ruoli più importanti di quelli cittadini, magari stanno pensando non solo di riunire, ma di prendersi la leadership della destra montegranarese, di fatto fagocitando il gruppo che fa capo a Lucentini e Gismondi?

Personalmente penso che non possa funzionare. Penso che la somma dei voti di un’eventuale destra unificata non possa dare il totale dei voti presi separatamente, ma cifre ben più basse, perché la storia non la possiamo spazzare via, non la possiamo cancellare, così come non credo si possano cancellare le ferite inferte tra uomini. Ma questa è un’altra storia. Credo che unire le forze sia cosa positiva, ma per riuscirci, in un contesto come quello di Montegranaro, occorre che i protagonisti delle ultime amare vicende facciano tutti un passo indietro e lascino spazio a gente nuova, alla società civile. Per battere il PD, a Montegranaro, ci vuole una proposta civica come quella di Calcinaro a Fermo, dove la destra, se si unisce davvero, dia il suo contributo ma lasci spazio a idee nuove, in modo che i lividi si riassorbano e le ferite si rimarginino. Onestamente non vedo in Venanzi l’uomo giusto per riunificare, dopo che è stato l’uomo giusto per dividere. E non vedo in questa idea la strada per battere la Mancini.

 

 

Luca Craia