martedì 18 agosto 2020

Il covid ammazza il cinema. Chiuso l’UCI, aperta una sala su 10. Ma il problema sono le discoteche.



Finito il lockdown, lo scorso maggio, è ripartito tutto, o quasi. Il cinema, per esempio, poteva ripartire ma con enormi restrizioni legate agli obblighi di distanziamento,  restrizioni che hanno reso antieconomico riaprire le sale. A oggi le sale aperte, in Italia, sono circa il 10% e stanno lavorando male, spesso rimettendo, proprio per l’impossibilità di sfruttare la capienza massima, nonché per gli obblighi relativi alla sicurezza sanitaria.
Il futuro non appare roseo per niente, e nelle Marche che la catena UCI, che gestiva multisala in tutta la regione, a Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Jesi e Porto Sant'Elpidio, non ha rinnovato l’accordo con la proprietà e di fatto le sale non hanno mai riaperto, mentre nel resto d’Italia stanno riaprendo, ma a rilento e solo nei grandi centri dove i numeri sembrano essere più ottimistici.
Che chiudano i multisala sarebbe anche una buona notizia, per la conseguente possibile boccata di ossigeno per le sale tradizionali. Ma, essendo le sale tradizionali per lo più chiuse anch’esse per effetto del covid, la domanda che viene da farsi interessa il futuro del cinema. Il cinema è arte, p la decima musa, e soprattutto è cultura. Credo sia legittimo interrogarsi e capire come si voglia salvaguardare quest’arte e chi ci mette in grado di fruirne. Il cinema in casa, con le varie piattaforme moderne, è un palliativo, perché per godere in pieno dell’arte e del messaggio in essa contenuto non si può prescindere dal grande schermo e dalla sala cinematografica.
Osservo la diatriba sulla tutela della categoria dei titolari di sale da ballo, pur comprendendo il loro punti di vista, ma mi domando come mai nessuno si muova per tutelare il cinema nella sua naturale collocazione. Sono preoccupato per il futuro delle sale, ma pare che questa preoccupazione investa solo pochi appassionati ma non coinvolga l’opinione pubblica, nonostante le conseguenze anche economiche e sull'occupazione. È un male: il cinema va protetto e tutelato, non possiamo perdere questa fondamentale parte della cultura moderna.

Luca Craia