mercoledì 13 maggio 2020

Telefonate mute dei call center: violenza e sopruso. Vietatele.

A chi non capita, ogni giorno, di ricevere delle telefonate mute? Nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di telefonate tecniche che arrivano dal telemarketing, e avvengono perché i call center, per guadagnare tempo, generano in automatico un certo numero di chiamate anche se non ci sono operatori disponibili; quindi capita che noi rispondiamo ma dall’altra parte non c’è nessuno a parlarci.
Questo tipo di chiamata è ritenuto in generale, e in particolare dallo stesso Garante della Privacy, una forma di violenza. In effetti sono una scocciatura, interrompono lavori, conversazioni, spezzano il ritmo. Ma, soprattutto, è dimostrato che generino “uno stato di ansia, allarme e preoccupazione circa la loro provenienza”, come spiega lo stesso garante che prosegue: “Le persone chiamate sono naturalmente portate ad associare tale evento a comportamenti illeciti (controlli indebiti, molestie, stalking, verifiche di malintenzionati volte alla commissione di eventuali reati, quali furti o aggressioni). All’ansia e al fastidio, inoltre, si associa la frustrazione connessa al senso di impotenza e all’incapacità di reagire all´evento”.
Una forma di violenza riconosciuta, quindi, che però viene tollerata. Infatti, queste telefonate sono consentite, seppure in numero limitato: possono essere fatte 3 telefonate mute ogni 100 che vadano a buon fine, ma il dubbio che se ne facciano ben di più è giustificabile. Dopo aver ricevuto una chiamata muta, non potremmo essere ricontattati dallo stesso operatore per 5 giorni e solo con la possibilità di avere un interlocutore, ma sappiamo bene che anche questo non avviene.
Tutelare questa prassi violenta è a solo uso e consumo degli operatori di telemarketing, mentre non tutela affatto l’utenza che ne subisce la violenza e i danni psicologici. In questo periodo, poi, che siamo tutti molto tesi e preoccupati e ci sono molte famiglie in pena per i propri congiunti colpiti dalla malattia o che sono esposti alla stessa, ricevere queste chiamate è ancora più ansiogeno. Uno Stato modero che tutela i cittadini dovrebbe semplicemente vietarle e sanzionare chi le utilizza. Mi auguro che qualche associazione di consumatori si muova in tal senso.


Luca Craia