mercoledì 20 aprile 2016

Muore la Proloco. Omicidio o suicidio?



Per quanto pacate, le parole di Iacopo Gentili, ormai ex presidente della defunta Proloco montegranarese, nella loro profonda amarezza, lanciano accuse pesanti alla politica cittadina. Sono accuse fondatissime, sulla fondatezza delle quali posso dare ampia testimonianza avendo vissuto dal di dentro parte della vicenda e da osservatore in qualche modo privilegiato il resto. La Proloco è stata ingannata: prima vista come strumento per scardinare la forza delle associazioni, una volta realizzato che il primo progetto di potenziamento a danno dell’autonomia di quest’ultime era fallito, è stata abbandonata a se stessa in un’agonia che si è protratta fino a oggi.
Appena eletta, la giunta Mancini, coadiuvata dal solito manipolo di opportunisti dell’associazionismo che, a tutt’oggi, ancora costituiscono la parte delle associazioni allineata in maniera quasi servile (ricevendo in cambio aiuti e sostegni), utilizzò la Proloco per cercare di catalizzare le associazioni non allineate. La volontà era chiara: mettere le associazioni a totale servizio non della città, come le associazioni sono sempre state, ma di chi la amministra. La maggioranza della associazioni, ovviamente, rispose no. E quella fu la ferita mortale inferta alla Proloco, anche perché l’Amministrazione Comunale, anziché curarla, l’ha lasciata a morire dissanguata per proseguire nel suo intento scellerato con il secondo tentativo, quello della consulta, per fortuna naufragato anch’esso. Ora tra le associazioni allineate rimangono solo tre o quattro e tra queste non c’è più la Proloco.
Omicidio, quindi, o quantomeno omissione di soccorso. Ma anche suicidio, dovuto all’ingenuità e alla scarsa esperienza di Presidente e Direttivo della Proloco. Era partita bene, la Proloco targata Gentili, e aveva ricevuto il sostegno di tante associazioni tanto che la prima iniziativa, quella famosa festa al laghetto del 2013, fu un trionfo di collaborazione tra volontari. Poi, però, si è cambiato strada. Gentili ha commesso errori molto gravi, lasciandosi traviare dai soliti Iago della situazione, personaggi loschi che operano nell’associazionismo da anni utilizzando le associazioni per i loro scopi personali e politici. Ha ascoltato le persone sbagliate, Gentili, si è fidato di lingue velenose. Il risultato è che si è trovato solo, abbandonato da quell’associazionismo che, inizialmente, lo aveva sostenuto.
Ora che si fa? SI può continuare senza Proloco? Certamente sì, le associazioni hanno dimostrato di potersi coordinare da sole con lo splendido esempio di cooperazione che è stato il Presepe Vivente. Certo, però, che la Proloco sarebbe un’altra cosa, almeno sotto l’aspetto squisitamente istituzionale. La Proloco è riconosciuta in tutta Italia e gode di agevolazioni particolari. Sarebbe molto utile ricrearla a patto che sia davvero a servizio del mondo associativo e non che si ponga in antitesi come si è cercato di fare negli ultimi tempi. Diciamo che possiamo vivere senza ma vivremmo meglio con, purchè certi personaggi, stavolta, ne stiano alla larga, così come dovrebbero stare alla larga dall’associazionismo in generale.

Luca Craia