mercoledì 20 aprile 2016

E Montegranaro abbandona le case di terra cruda




Montegranaro ha, nel suo territorio, numerose testimonianze di case in terra cruda, case rurali di antica fattura che raccontano la nostra tradizione contadina partendo da tempi molto remoti. La maggior parte sono in pessime condizioni, alcune sono state parzialmente ricostruite in muratura, altre sono ben conservate. Sono indubbiamente un patrimonio culturale ma anche un potenziale strumento turistico tanto che in Italia, per preservarle, tutelarle e promuoverle, esiste un’apposita associazione denominata “Associazione Nazionale Città della terra cruda” di cui Montegranaro è una delle città fondatrici. L’associazione è nata a Sassari nel 2001 e di propone di valorizzare la cultura della Terra cruda e il patrimonio e i valori dei territori che appartengono a questa cultura, promuovendone lo sviluppo sostenibile” così come leggiamo nello statuto della stessa.
Montegranaro, dicevamo, è stata tra le città che hanno fondato l’associazione e, inizialmente, ne hanno sostenuto con forza la crescita. Poi nel tempo l’impegno è sciamato nonostante la forte presenza di siti interessanti nel nostro territorio e le frequenti istanze dei proprietari di questi immobile che ne vorrebbero una maggiore valorizzazione all’interno di un progetto culturale ed economico.
Nella prossima seduta del Consiglio Comunale si discuterà l’atto di recesso dall’associazione Città della Terra Cruda. Perché? A quanto ci è dato sapere il Comune di Montegranaro ritiene di dover risparmiare la quota associativa e gli oneri accessori che questa associazione comporta, ossia circa 1600 euro l’anno. Una cifra non piccolissima, a dire il vero, ma che potrebbe portare vantaggi notevoli se sfruttata bene. Infatti l’associazione è dotata di un comitato tecnico-scientifico che può essere prezioso come consulente per la realizzazione di progetti relativi al contesto delle case in terra cruda. Però si preferisce recedere. Perché?
Perché a Montegranaro non esiste un progetto politico che interessi il turismo e il recupero e la conservazione del patrimonio storico- culturale. L’assessore al turismo, in due anni di assessorato, eccetto qualche iniziativa spot che è servita più a sprecare denaro pubblico che a realizzare qualcosa, non dispone di una pianificazione né di una visione di quello che vuole realizzare. E di soldi se ne sono sprecati tanti, si pensi, in ultima data, al mercatino artigianale di questo inverno, costato ben più dei 1600 euro che costa la quota associativa ma che ha interessato poco più che i membri della giunta, o ai diversi contributi elargiti a pioggia per progetti la cui utilità ancora non si è capita.
Speriamo che il Consiglio Comunale non approvi la scelta di uscire dall’associazione e che, anzi, proponga di spingere perché si utilizzi maggiormente questo strumento che potrebbe essere utile per la promozione di Montegranaro e il recupero della sua cultura millenaria. A patto, però, che l’assessore finalmente si svegli e cominci a fare l’assessore perché, fino a oggi, non si è ben capito cosa stia facendo.

Luca Craia